Salute
Nessuno la può giudicare
Scrive bene la Gazzetta di oggi. Un decreto Salva Ilva, appunto, rende il siderurgico tarantino (figura retorica) non perseguibile per una serie di ipotesi di reato. Di conseguenza, qualsiasi di quella serie di ipotesi di reato diventa archiviabile. Nessuno la può giudicare, l’Ilva, in buona sostanza, se quando e come emana diossina (e siamo al caso di specie) anche più di quanto avvenne a Seveso, per esempio.
Il rischio era noto. Ma prenderne atto, caso per caso, desta legittima impressione. Accade quindi che Mariano Buccoliero, pm della Procura di Taranto, ritenga di avere le prove. Documenti alla mano, con tanto di testimonianze dei funzionari Arpa, avrebbe tanto voluto chiedere al gip il rinvio a giudizio dei responsabili Ilva (biennio 2013-2015) ma non gli resta che archiviare. Uno dei dodici decreti, precisamente quello del gennaio 2015 (governo Renzi) di fatto assegna agli stabilimenti produttivi la licenza di inquinare anche in presenza di impianti deficitari (in questo caso gli elettrofiltri). Ecco perchè il sostituto procuratore, capo del pool Ambiente di via Marche, chiede direttamente l’archiviazione del caso al gip, come riporta Mimmo Mazza della Gazzetta.

Nessuno la può giudicare, Ilva, anche quando si pensa, la termine di una accurata e documentata indagine giudiziaria, che abbia fatto piovere diossina in quantità industriali (è proprio il caso di dirlo) per un intero biennio. Dura lex sed lex. Ma è dura accettarlo e sui social la protesta dei tarantini si leva, giustamente, alta. Proprio in queste ore.