Namastè, aspettando gli indiani i nuovi padroni di Taranto

Namastè. Il futuro dell’Ilva parla indiano. Questo è l’unico dato certo a poche ore dall’apertura delle buste con le offerte vincolanti delle due cordate che si contendono le acciaierie che furono dei Riva. Da una parte c’è ArcelorMittal in cordata con l’italiana Marcegaglia, dall’altra Jindal South West con Cassa depositi e prestiti, Delfin e Arvedi.


Nel ’95 Emilio Riva impose un cambiamento drastico: ruppe subito i cordoni (e le clientele) con il tessuto economico del territorio, isolò il sindacato e si presentò dicendo “io faccio acciaio e basta”. Chissà i nuovi proprietari delle ferriere che rapporto avranno con la città? Al loro arrivo troveranno un sindaco fresco di elezioni e una comunità, probabilmente, ancora più dilaniata. Con una grande differenza, però. 22 anni fa il siderurgico era un dogma: nessuno ne metteva in discussione l’esistenza, tranne forse qualche proto-ambientalista che già denunciava fumi e sversamenti sospetti. Oggi no. Mamma Italsider che sfama tutti è un ricordo lontano oscurato dall’ombra sinistra dell’E312, simbolo degli impianti che generano “malattia e morte”.



L’idillio è finito, lavoro e Pil sono in calo. Aumentano, invece, i tarantini che affollano le corsie di chemioterapia. Taranto è scesa in piazza più volte. Una parte della città dice apertamente di voler fare a meno della fabbrica di acciaio, un’altra parte tace, un’altra chiede radicali interventi di ambientalizzazione. Insomma, il tabù è crollato sotto i colpi delle marce, delle denunce e di Ambiente svenduto. Dieci decreti salva-Ilva ne sono la dimostrazione. Se i tarantini lo facessero comprendere subito ai nuovi inquilini sulla via Appia, sarebbe una gran cosa. Ne avremo la forza e il coraggio? Molto dipenderà da chi siederà sulla poltrona di sindaco. Dall’altra parte attueranno la solita tattica: dividi et impera. I padroni lo sanno. Elargiranno mance e bocconi avvelenati e la città continuerà ad azzuffarsi come una muta di cani affamati.

E se decidessero di scendere in campo? Non in politica, mica sono fessi: nel calcio. Il football è il termometro del nuovo potere mondiale. Ve l’immaginate i magnati indiani in rossoblu scalare la classifica del campionato? Sarebbe il delirio e, forse, il colpo di grazia per una città malata di calcio.

Per ora le due cordate hanno parlato solo di piani industriali. ArcelorMittal intende sfornare circa 6 milioni di tonnellate all’anno, utilizzando solo tre altoforni (non è previsto Afo1 attualmente spento) e laminando due milioni di semilavorati provenienti da altri stabilimenti.  Jindal punta ad una produzione di 6 milioni di tonnellate da ciclo integrale. Prevede, però, di utilizzare Afo1 (operazione che, secondo alcune stime, richiederebbe 250-300 milioni di euro). Nel breve periodo nessuno dei due contendenti potrà fare a meno del carbone. Entrambi considerano la decarbonizzazione un’opzione da prendere in considerazione.


Dopo l’apertura delle buste con i piani industriali e ambientali, comincerà la valutazione delle offerte che si protrarrà per 30 giorni. In questa fase saranno possibili dei rilanci sulle offerte a fronte della perizia sul valore degli asset dell’Ilva effettuata dall’advisor Leonardo. Per conoscere a chi andranno gli impianti di Taranto bisognerà attendere aprile. Da quel momento i nuovi proprietari avranno a disposizione 30 giorni per presentare un nuovo piano ambientale e chiedere la nuova Aia che sarà data con il relativo Dpcm. Il trasferimento degli asset dell’Ilva dall’Amministrazione Straordinaria ai nuovi proprietari dovrebbe avvenire fra settembre e novembre 2017. Da questo momento il nuovo proprietario avrà ancora 18 mesi per ultimare il Piano ambientale sul quale vigilerà l’amministrazione straordinaria dell’Ilva che continuerà ad essere nei suoi poteri fino al 2019.


Annunci

Dove andare a Taranto

Teatro Orfeo, i nomi della stagione teatrale
from to
Scheduled
Teatro Fusco, ecco i nomi della nuova stagione teatrale e musicale
from to
Scheduled
"Casavola", la nuova stagione di spettacoli
from to
Scheduled