Sul Pezzo
Mons. Santoro spera… nel governo gialloverde
“Tra noi c’è ancora tanta incertezza; auspichiamo che il nuovo governo svolga bene il suo compito di servizio al popolo, venendo incontro al diffuso disagio sociale, aiutando a superare la povertà crescente, la disoccupazione particolarmente quella giovanile, il divario tra Nord e Sud, difendendo la salute e l’ambiente, sostenendo concretamente la famiglia, il lavoro onesto e degno e combattendo ogni forma di illegalità e di mala occupazione”.
Così si è espresso l’arcivescovo di Taranto ieri sera in piazza della Vittoria a conclusione della processione del Corpus Domini. “Adesso – ha proseguito – è ora di passare dalle promesse ai fatti! Che i governi , nazionale e locali, (in diversi comuni domenica prossima si vota ancora), curino non i propri interessi, ma quelli della gente e in particolare dei più poveri. Le difficoltà non devono portarci alla rassegnazione, ma ad una crescente responsabilità di tutti a partire dai governanti e da chi ha responsabilità pubbliche sino ad ogni cittadino”
Nello specifico di Taranto, mons. Santoro ha ricordato che il capoluogo ionico e la sua provincia attendono “dei segni che ci facciano affermare che la battaglia non è persa. Ho sempre sostenuto che lo sconforto ed il lamento non giovano a nessuno. Ciascuno faccia la sua parte per superare l’incertezza e la precarietà nel nostro territorio. La salvezza, torno a ripetere, non ci viene dalla politica, ma questa può svolgere un ruolo importante per il bene del nostro popolo quando diventa servizio. Ma allora impariamo anche noi a servire, ciascuno nel proprio ambito, a donarci e guardiamo al Signore che si è fatto povero per noi, ci ha insegnato come si ama sino alla fine. Chiediamo a Lui; guardiamo questa Eucaristia, questo amore donato, questo sangue versato, questa misericordia, questo perdono riversato su tutti, in ogni angolo delle nostre case, dei nostri quartieri e delle nostre città. Così Cristo che è vita della nostra vita diventa anche vita e salvezza del popolo in cui viviamo”.