Sul Pezzo
Mobilità urbana, Legambiente Taranto: luci e ombre del Pums
“Esprimiamo un giudizio fortemente positivo sui due assi portanti della proposta del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Taranto, costituiti dalla istituzione di una ZATL, zona a traffico di attraversamento limitato, tra via Crispi ed il Ponte di Pietra, e dalla introduzione di due linee di trasporto pubblico BRT, Bus Rapid Transit, servite da un sistema di parcheggi di interscambio gratuito, e – inoltre – sulla realizzazione di una rete di percorsi ciclabili sia urbani che extraurbani. Riteniamo invece che per la pedonalità vada data priorità alla pedonalizzazione dell’intera Via Duomo in Città Vecchia unitamente alla valorizzazione dell’affaccio su Mar Piccolo di via Garibaldi e previsto il collegamento con Lungomare dell’isola pedonale del Borgo”.
Questo il giudizio di Legambiente in ordine al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, adottato dalla giunta comunale di Taranto. L’associazione ecologista ha inviato al Comune le proprie osservazioni. Un giudizio sostanzialmente positivo, anche se non mancano alcune criticità. “Il complesso delle scelte presenti nel PUMS – scrive Legambiente – finalizzate alla riduzione del numero di veicoli in circolazione e in sosta, se pienamente attuato, sarà infatti in grado di interrompere decenni di immobilismo che hanno determinato una autentica “dittatura” dell’uso dell’auto rispetto ai bisogni di mobilità delle persone. Appare quindi pienamente condivisibile l’indicazione di rendere più fluida la circolazione nelle aree centrali di Taranto eliminandone una componente non essenziale, quella che utilizza la città esclusivamente per attraversarla, adottando un approccio realistico, che da un lato vieta il transito degli autobus extraurbani all’interno della ZATL e, dall’altro, conserva la circolazione veicolare sia su via Garibaldi che sulla Ringhiera, rinviando le valutazioni su una possibile pedonalizzazione di quest’ultima ad un momento successivo”.
Secondo Legambiente in città vecchia “vanno conservati percorsi totalmente preferenziati per le linee BRT e occorre evitare di concentrare tutto il traffico veicolare su via Garibaldi. Una scelta, quella della ZATL, che – senza penalizzare chi intenda continuare a recarsi nel centro di Taranto in auto- consente comunque al centro vecchio e nuovo della città di uscire dall’assedio in cui il traffico automobilistico attualmente la stringe. Appare inoltre pienamente condivisibile anche l’obiettivo di ridurre l’uso dell’auto privata attraverso la scelta di potenziare il trasporto pubblico determinandone una maggiore convenienza e appetibilità con l’introduzione di due linee BRT che prevedano bus di grande capacità, sede riservata ovunque possibile, soprattutto in campo urbano, alta frequenza di transiti, preferenziazione semaforica alle fermate (attrezzate e confortevoli) e che attraversino tutta la città “compatta” con un nodo a servizio di Lama, Talsano e San Vito dove prevedere l’interscambio con mezzi di più piccole dimensioni.
Riteniamo essenziale, per la buona riuscita del piano, che le linee BRT usufruiscano all’interno della città “compatta” della totale preferenziazione della sede (fatta eccezione per il Ponte Girevole e, al caso, per il Ponte di Pietra) e che la stessa venga estesa il più possibile anche ad altre linee di trasporto pubblico”.
“Vanno positivamente nella stessa direzione di riduzione dell’uso dell’auto in città – aggiunge Legambiente – sia il sistema di parcheggi periferici di interscambio che la localizzazione in zona Arsenale e nei pressi della Stazione marittima, di due parcheggi interni alla città, ma posti al di fuori dell’area centrale, in modo da non attirarvi ulteriori correnti di traffico veicolare privato. Sempre in tema di sosta riteniamo che l’introduzione di Zone a Sosta Regolamentata a tempo e/o a pagamento (max 3 ore) non possa essere considerata che una delle soluzioni da adottare e non l’unica in vigore all’interno della ZATL in considerazione delle esigenze di sosta dei residenti -che vanno salvaguardate- e tenuto conto che, peraltro, la sosta all’interno della ZATL per durate inferiori alle 3 ore si attesta già al 72%. Riteniamo comunque preferibili soluzioni che, senza porre limiti orari, varino le tariffe di sosta in ragione della distanza dall’area centrale. L’obiettivo da traguardare è la riduzione dell’uso dell’auto e, conseguentemente, una maggiore disponibilità di parcheggi piuttosto che la mera maggiore rotatività di questi ultimi”.
Ai due assi portanti si aggiunge nel Piano l’individuazione e la realizzazione di una rete di percorsi ciclabili e di velostazioni a servizio sia degli ordinari spostamenti che della possibilità di usufruire di percorsi naturalistici extraurbani. Esprimiamo un giudizio fortemente positivo sull’ipotesi che ad un asse di attraversamento centrale, di collegamento tra la stazione ferroviaria e la trasversale ciclabile di Viale Magna Grecia, si affianchi un altro percorso ciclabile che scorra lungo il perimetro dell’intero lungomare (che riteniamo rilevante in quanto costituente un asse a servizio di una vasta fascia di utenza urbana) e che si prolunghi verso i quartieri di Lama, San Vito e Talsano a loro volta interessati, come Paolo VI, da percorsi ciclabili complementari finalizzati a metterli in reciproco collegamento e a collegarli con l’area centrale di Taranto. Riteniamo che sia di grande valenza, infine, la proposta di una Ciclovia Circummarpiccolo, i cui tempi di realizzazione chiediamo vengano anticipati,che – con l’accortezza di salvaguardare tratti ancora esistenti della vecchia ferrovia – può costituire una bellissima passeggiata in bicicletta per i cittadini di Taranto oltre che un autonomo attrattore turistico anche grazie al collegamento con l’Itinerario Salina Grande, la rete ciclabile regionale, la rete ferroviaria e l’asse ciclabile urbano”.
Ci sono, però, anche delle note stonate nel Pums. “A fronte di questi elementi positivi – prosegue Legambiente – ci lasciano perplessi alcune indicazioni relative alla mobilità pedonale. Mentre ci riconosciamo appieno nella volontà di creare una rete pedonale sicura e priva di barriere architettoniche e riteniamo congrui gli interventi finalizzati a questo scopo, dalla eliminazione delle barriere architettoniche all’istituzione di un ampio numero di zone 30 o alla realizzazione di altri interventi di cosiddetto traffic calming, così come condividiamo l’idea di estendere le aree pedonali nelle zone centrali ma anche nelle microcentralità di zone più periferiche, la proposta di considerare “centrale” la pedonalizzazione del viale di accesso alla stazione ci appare non condivisibile. Non siamo contrari alla pedonalizzazione di Viale Duca d’Aosta, ma essendo riferita ad una zona che potrà forse, in futuro, ritrovare una sua identità e centralità urbana ma che oggi e, crediamo, per molti anni a venire, costituisce e costituirà per i tarantini una localizzazione del tutto periferica, pensiamo che la stessa avrà per lungo tempo scarsissimi fruitori e inciderà poco nella quotidianeità dell’uso pedonale della città. Riteniamo inoltre che, in qualunque caso, debba essere prevista nei pressi della Stazione una fermata del trasporto pubblico, magari della navetta elettrica destinata a mettere in connessione le diverse parti della ZATL, a servizio anche di taxi ed auto con disabili a bordo”.
“Crediamo che invece sia possibile estendere da subito le aree pedonali a partire dal rafforzamento, qualificazione ed allargamento di quelle esistenti. Chiediamo perciò che venga pedonalizzata in via prioritaria l’intera via Duomo in Città Vecchia, conservando delle fasce orarie di accesso per i residenti e per le operazioni di carico e scarico merci oltre ad un piccolo parcheggio a servizio del Tribunale dei minori. Chiediamo inoltre la valorizzazione, anche in termini di arredo urbano, incremento del verde pubblico e regolamentazione dell’accesso alle auto, dell’affaccio pedonale su Mar Piccolo di via Garibaldi che pensiamo possa costituire – insieme a via Duomo ed alla rete esistente dei vicoli – il fulcro della pedonalità nell’Isola. Chiediamo poi che gradatamente l’isola pedonale del Borgo si estenda da Piazza Immacolata a Piazza Ebalia in un percorso che la congiunga al Lungomare: un’occasione in tal senso può essere costituita dal transito in via Berardi dell’asse ciclabile prioritario.
Infine, sempre in tema di mobilità, non ravvediamo la particolare utilità di una passerella ciclopedonale panoramica sospesa, alternativa per pedoni e ciclisti al transito sul Ponte di Pietra, considerato che pedoni e ciclisti sarebbero poi costretti ad attraversare il flusso veicolare in entrata e in uscita da Taranto per accedere all’area della stazione ferroviaria ed al quartiere Tamburi e che comunque permarrebbe, per entrambi, la sede promiscua col traffico veicolare del Ponte girevole. La proposta, peraltro, desta in noi qualche perplessità anche sotto l’aspetto paesaggistico”.