Salute
Mia figlia salvata dai medici, ma le strutture sono spesso inadeguate. L’appello di un padre tarantino alla politica
“Sono un padre di due splendide piccine, una di 4 anni e l’altra di 22 mesi, lo scorso 10 Gennaio, mia figlia piccola veniva ricoverata presso l’ospedale SS. Annunziata di Taranto, con prognosi iniziale di gastrointerite, dopo alcune ore, a seguito dei risultati ematochimici, la piccola veniva trasferita d’urgenza presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari.
Le condizioni erano a dir poco critiche, la mia piccola che pochi giorni prima mi correva incontro, ora muoveva solo gli occhi!!
Le lascio immaginare lo stato d’animo mio e di mia moglie.
Arrivati presso l’unità operativa di Nefrologia e Dialisi, magistralmente condotta dal dott. Giordano Mario, veniva diagnosticata la SEU (Sindrome Emolitico-Uremica), una malattia rara e seria, (circa 70 casi in Italia nel 2017 curati in poche decine di centri presenti in Italia), contratta a seguito di una intossicazione alimentare.
L’attenzione ricevuta quella sera, l’abnegazione dimostrata dal personale ed in particolare dal gruppo dialisi, mi ha spinto a non effettuare il solito viaggio della speranza, avevo già preso contatti con l’ospedale Bambin Gesù di Roma, ma ho deciso di ripagare con la massima fiducia tutte quelle attenzioni che stavano rivolgendo a mia figlia.
Oggi, dopo 28 giorni di ricovero, la mia piccina è stata dimessa. Ha ripreso ad essere la piccola mia “birbante” e sono fiero di aver vissuto una triste esperienza con un epilogo positivo.
Non ho parole per ringraziare il personale tutto che opera presso il reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Giovanni XXIII.
Restano tuttavia, in me, alcune tristi considerazioni scaturite essenzialmente dalla struttura, poco conforme agli ambienti pediatrici. Resta l’amarezza dettata dal vedere costantemente presenti i soli tre dottori del reparto che si avvicendavano con turni anche di 12 ore, resta quella delusione nel vedere solo due tecnici dialisi che si alternavano praticamente in maniera continua.
Sono testimone di un percorso umano e di vita che ha portato la mia piccina nuovamente a sorridere, sono testimone di quanta eccellenza abbiamo in Puglia nell’ambito sanitario ed in particolare presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII.
Struttura di riferimento per l’intera regione ma scarsamente valorizzata. Sono convinto che si vorrà dare peso a queste mie righe e mi piacerebbe accompagnare in quel reparto chi oggi è deputato a decidere ed investire per migliorare le condizioni strutturali del reparto, per verificare l’altissimo senso del dovere degli operatori ed in particolare dei medici e magari far si che la struttura sia adeguata ai più alti standard pediatrici tipici ahimè solo degli ospedali del nord”.