Piani Alti
Mentre il Comune discute… Taranto brucia
Nè Sagunto nè Roma, qua è la cronaca a mettere il fila gli eventi. La metafora diventa superflua quando a parlare sono i fatti. Stamane seconda seduta consiliare dell’era Melucci, quella che ha sancito lo strappo definitivo tra il neosindaco e il suo alleato di ballottaggio (Bitetti). La maggioranza scende ufficialmente così da 22 a 18… e chissà così altro potrà bollire in questo Palazzo rovente.
Botte e risposte, giochi di parole, accuse ovattate, risate amare, fioretto brandito come una scabola, imposizioni, reazioni, prese d’atto e solidarietà per presunti torti politici che qualcuno ha fatto e qualcun altro puntualmente ha subìto. Appena due mesi dopo il voto, il clima è questo: altrove la maggioranza sarebbe in luna di miele. A Taranto siamo già al calcolo degli alimenti.
Accade così che le commissioni consiliari fotografino la battaglia interna al Pd (che fa il pieno accontentando tutte le aree e sacrificando qualcuno..); che dalle opposizioni (Cannone) giunga l’astensione pro De Martino: che l’astensione antisistema dei Cinque Stelle deluda chi pensava chiedessero a gran voce la commisisone Garanzia e Controllo (degli atti): un Si li avrebbe messi sul pulpito amministrativo, un No avrebbe consegnato nelle loro mani un vessillo resistente; che l’astensione silenziosa del Verde Fornaro (uscirà gli artigli?) appaia come una pura formalità. E che, infine, l’astensione rumorosa del gruppo di Piero Bitetti annunci la guerra totale. E non più fredda. Manovre che il 28 agosto potrebbere avere un peso sul passaggio fondamentale del bilancio 2016 (lascito scomodo della giunta Stefàno).
E il centrodestra? Cannone astenuto, si diceva, i fratelli Cito assenti, come la Baldassari, Ciraci, Vietri e Nilo favorevoli. Quest’ultimo è stato eletto presidente della commissione Garanzia e Controllo di cui sopra. Il Pd intanto porta a casa Ambiente, Assetto del Territorio e Affari Generali! Come un tempo la vecchia Dc, il Pd si lacera ma alla fine i conti tornano…
riepilogando
1 Federica Simili (Affari Generali)
2 Floriana De Gennaro (Attività Produttive)
3 Dante Capriulo (Bilancio)
4 Enzo Di Gregorio (Assetto Territorio)
5 Patrizia Mignolo (Servizi)
6 Aldo Fuggetti (Ambiente)
7 Marco Nilo (Commissione Garanzia e Controllo).
Intanto, la città attende segnali tangibili. Non partono ad esempio i lavori al Centro Sportivo Magna Grecia (un mese, fa locali a fuoco causa balordi). Si attende l’esito della gara pubblica per l’affidamento del PalaMazzola per la stagione sportiva che sta per cominciare e intanto oggi le fiamme stavano divorando gli alberi che delimitano l’area parcheggio (già dissestata dalle radici..). L’Amiu non riesce a garantire la pulizia necessaria anche a ridosso delle isole ecologiche. Per non parlare della Ricciardi, del Camposcuola, di buona parte della Città Vecchia, del Borgo inanimato che sta segnando l’estate tarantina. “Date tempo” dirà qualcuno. Taranto non ne ha, rispondiamo noi. E allora meno fioretto, meno tattiche stucchevoli. Delibere, atti, provvedimenti! Il sindaco dimostri con i fatti la discontinuità e l’operatività annunciate in primavera. Taranto non ha più tempo da perdere e intanto… brucia mentre nel Comune si discute sul filo degli equilibri di una maggioranza che rischia di traballare al primo alito di vento. Taranto non se lo può permettere!