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Memo e il generale, giornata tarantina in memoria di Dalla Chiesa

Pubblicato | da Redazione

Un’intera giornata in cui Taranto ricorderà il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a 35 anni dalla sua morte, il suo grande senso dello Stato, l’esempio che ha lasciato alle nuove generazioni.

Al Teatro Orfeo, lunedì 13 novembre, si svolgeranno due iniziative, curate entrambe dal regista ed attore Alfredo Traversa. L’appuntamento è al mattino, alle ore 10.30, con una prima parte dedicata alle scuole. Sarà portato in scena “Memo e il generale”, tratto dal testo di Cristiano Gatti, con Alfredo Traversa e Federico Passariello jr, Amando Cavallo, aiuto regia Antonella Fanigliulo, a cura di Alfredo Traversa. Dopo lo spettacolo, alle ore 11.40, si svolgerà il dibattito con gli studenti. Interverranno il colonnello Andrea Intermite, comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, l’assessore comunale alla cultura, già procuratore capo della Repubblica di Taranto Franco Sebastio, il docente Vincenzo Basile, fratello del capitano Emanuele Basile. Saranno presenti alcuni soci dell’associazione Libera, che si occupa di contrasto alle mafie. Nell’evento, sarà presente anche un’esposizione di divise storiche, a cura dell’Associazione nazionale carabinieri.In serata, alle 21, sarà riproposta l’interpretazione, in forma recitata, del testo di Cristiano Gatti che, presente a Taranto, dialogherà, poi, con il pubblico e racconterà il suo lavoro su Dalla Chiesa.

Traversa e Basile

Con questo nuovo impegnoAlfredo Traversa ci porterà non solo nel cuore della incredibile vicenda accaduta nell’estate del 1982 (dopo i mondiali di calcio vinti dall’Italia) ma soprattutto ci porterà all’interno di una ‘classe di studenti’ nella qual il rapporto professore-allievo trova, nella vicenda del generale, la chiave di volta per scelte fondamentali per la vita di ciascuno di noi.

E’ un’opera che affascina e forse va contro corrente. Si cercano e si dibatte sui valori da perseguire nella vita, quelli non legati al contingente. Può un ragazzo comprendere e sentire sue le vicissitudini accadute ad un adulto di nome Carlo Alberto Dalla Chiesa? E’ possibile capire come la mafia sia soprattutto un modo di vivere ben preciso che può annidarsi anche nelle Istituzioni e tra persone lontane, a prima vista, da un mondo fatto di lupare ed assassinii? Quanto amore e passione verso gli altri può esserci in un lavoro come quello del carabiniere? Quanto amore e passione verso gli altri bisogna avere nella vita per essere sempre testimoni di umanità?”, dichiara Traversa. Nando Dalla Chiesa, figlio di Carlo Alberto, è in contatto con i promotori dell’iniziativa e – a proposito dell’opera dedicata al padre – ha espresso parole di ringraziamento.