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Melucci: Mittal? Il Governo pensi a Taranto

Pubblicato | da Redazione

Il Governo deve aiutare le centinaia di aziende tarantine in ginocchio, invece di offrire garanzie per un altro maxi prestito alla società siderurgica. E’ uno dei passaggi contenuti in un intervento del sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci.

“Siamo fermamente contrari – scrive Melucci in un documento inviato alla stampa – all’ipotesi che il Governo possa fornire altre garanzie per centinaia di milioni su un maxi prestito ad ArcelorMittal. E in un momento come questo, dove tutta la comunità ionica soffre per il coronavirus e lotta per la sua salute proprio contro l’ex Ilva, l’ennesima norma a favore del gestore nel prossimo Decreto Aprile sarebbe davvero insopportabile. Ancora questa settimana lo stabilimento rilasciava pesanti emissioni sulla città, è immorale premiarlo”.

Secondo Melucci “il Governo deve aiutare finanziariamente e con decisione le centinaia di aziende dell’indotto ionico… Ci aspettiamo che su questa richiesta ci sia il sostegno di Confindustria nazionale, il cui presidente è stato appena nominato anche grazie al decisivo appoggio degli industriali meridionali e pugliesi”.

Per l’ennesima volta la comunità tarantina sembra essere stata esclusa dalle decisioni che la riguardano da vicino. “Apprendiamo – aggiunge il primo cittadino ionico – anche di un gruppo di lavoro che a Roma si sta occupando del piano industriale. Come sempre, la comunità resta fuori dalla discussione e questo non è foriero di un clima costruttivo. Se le indiscrezioni fossero confermate in questo senso, non possiamo che essere, al pari, molto scettici sulla ipotesi della installazione di un solo forno elettrico. Sulla chiusura della inquinante area a caldo non ci saranno passi indietro, Taranto vuole voltare per sempre pagina.

Se ArcelorMittal non è più in grado di mantenere l’impegno di fare acciaio in modo innovativo e completamente sostenibile, semplicemente paghi la sua penale e vada via ora, non aspetti novembre… È giunto il momento che il Governo si occupi prioritariamente dei tarantini e delle imprese tarantine, non sempre e solo del colosso industriale straniero o degli equilibri delle manifatture del nord. L’accanimento su questi vecchi modelli produttivi e finanziari lascia basiti, in tutti i settori abbiamo bisogno di partner che comprendano il nuovo mondo al quale dobbiamo tutti lavorare dopo la pandemia”.