Piani Alti
Mattarella, il rebus richiede tempo
Notaio senza rogito da firmare, per adesso. Mattarella prende atto di ciò che sappiamo tutti dalla sera del 4 marzo. Un Governo non c’è. E da tempo ai partiti, sino a domenica, di rifletterci su.
Il secondo giro di consultazioni però dovra chiudersi con un incarico, quantomeno esplorativo. Non lo detta la Costituzione ma lo indica il buon senso. Qualcuno prima o poi dovrà provarci a salire al Quirinale per ricevere un mandato. E affinchè quel qualcuno possa poi sciogliere la riserva, i partiti sono appunto chiamati alla “responsabilità”, parola che presto diventerà l’hashtag di questa crisi istituzionale post elettorale, unica nel suo genere, tipicamente italiana… ovvero frutto di una legge elettorale voluta proprio per poter governare, in qualche modo, questa assurda complessità matematica e politica. Il primo giro al Quirinale si era concluso con l’arrivo del Movimento 5 Stelle. La delegazione, composta da Luigi Di Maio, Danilo Toninelli e Giulia Grillo. Stamane il Capo dello Stato aveva incontrato la delegazione del Pd guidata da Maurizio Martina, quella di Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, e la Lega di Matteo Salvini.
Sintesi delle posizioni espresse. Di Maio: Contratto per Governo su modello tedesco a Lega e Pd. Salvini: Esecutivo centrodestra coinvolgendo 5 Stelle. Berlusconi: Governo deve partire da coalizione di centrodestra Siamo disponibili a dialogare, ma no a populismi, a un governo fatto di pauperismi, giustizialismi e odio. Martina: Esito elettorale negativo non ci consente di formulare ipotesi di Governo. Chi ha vinto si faccia carico delle responsabilità. Meloni: Chiesto a Mattarella incarico per Salvini. Grasso: Leu pronti a dialogo in Parlamento ma non con centrodestra.
La sintesi finale di Mattarella