L’Ilva, Taranto e Galletti… tutto va bene, madama la marchesa

Il Galletti pensiero: la qualità dell’aria a Taranto è molto migliorata. Lo ha detto in un’intervista alla Gazzetta del Mezzogiorno. Tutto ok, quindi, e andrà ancora meglio quando i compratori metteranno le mani sulle acciaierie tarantine. Insomma, per il Governo, la fabbrica che generava “malattie e morte” è un ricordo lontano. Tutto va bene, madama la marchesa. La normalizzazione procede a passi spediti, la vendita è in dirittura d’arrivo, vietato disturbare il manovratore. Le statistiche, i dati epidemiologici, le corsie degli ospedali affollate, le liste d’attesa per la chemio, i bambini ammalati come i loro padri operai, l’amianto, sono invenzioni di fomentatori dell’opinione pubblica, di professionisti dell’odio industriale, di ambientalisti senza scrupoli, di movimenti d’assalto, di giornalisti beceri e scellerati.
A Roma hanno deciso da tempo: la fabbrica deve vivere… i tarantini si arrangiassero!


Ieri, intanto, sono stati consegnati ai commissari dell’Ilva i pareri del Comitato di esperti sui Piani ambientali presentati dalle due cordate in corsa: Arvedi-Jindal-Cassa Depositi e Prestiti-Delfin; Arcelor Mittal-Marcegaglia. Come afferma una nota stampa del ministero dell’Ambiente le cordate “ora, conformandosi al parere, potranno presentare le offerte vincolanti definitive, che porteranno alla successiva aggiudicazione da parte del Ministro dello Sviluppo economico”.



“Con questo passaggio – spiega il ministro Galletti – entriamo nella fase decisiva della cessione dei complessi aziendali, con la certezza che la tutela ambientale sia parte essenziale e strategica del futuro dell’Ilva e di Taranto. Fin dal primo giorno – prosegue il ministro – lavoriamo a un’Ilva compatibile con l’ambiente e competitiva sul mercato, nella cornice di una rinascita cittadina che stiamo portando avanti con il sostegno al tessuto sociale, ai settori produttivi, con le bonifiche nell’area vasta”.

“Il decreto 98/2016, convertito in legge il 1° agosto dello scorso anno – prosegue la nota ministeriale – ha stabilito che la parte ambientale debba essere vagliata preventivamente alle altre componenti dell’offerta attraverso il lavoro di un Comitato, composto dai professori Carlo Collivignarelli, Antonio Fardelli e Gigliola Spadoni, chiamato a esprimersi sulle eventuali proposte di modifica al piano per il risanamento ambientale avanzate dalle due cordate. Il testo del parere, ora nelle disponibilità dei commissari per i successivi adempimenti, è stato completato al termine di una lunga istruttoria tecnica che ha visto coinvolti diversi soggetti e ha recepito le osservazioni giunte dal ministero dello Sviluppo”.


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