Liliana Segre: Taranto, primum vivere!

“… nel ringraziarvi per il Premio che avete voluto assegnarmi, vorrei dirvi che il Premio in verità lo merita per prima la città di Taranto. Per la pazienza di fronte alle ingiustizie e ai rischi che da troppo tempo subisce, alla continua offesa al diritto di vivere in un ambiente in cui sia possibile lavorare, produrre, vivere senza costi umani e alla fine anche economici insostenibili“.


E’ questo uno dei passaggi più rilevanti del messaggio a firma di Liliana Segre giunto a Rosa Colucci, organizzatrice del premio “Bene Comune” che sarà assegnato il prossimo 16 novembre nel Castello Aragonese. La collega ce lo ha gentilmente girato per darne immediata notizia ai tarantini. Sì, perché queste poche ed appassionate righe firmate da Liliana Segre – da oggi sotto scorta a causa delle vili minacce che sta subendo in questo Paese che va perdendo pericolosamente alcune robuste coordinate di cultura e civiltà democratica – sono rivolte proprio ai tarantini. La Segre il 16 non sarà a Taranto e per questo invia a tutti un messaggio di saluto. Il resto del programma è confermato, ci dicono gli organizzatori del premio, con tutto il parterre di ospiti annunciato. 



Il messaggio di Liliana Segre. Saluto con vero piacere tutti i partecipanti alla seconda edizione del Premio Fondazione Bene Comune. Una cosa vorrei dire subito: il primo Bene Comune è la città. Nel senso della civitas, della comunità dei cittadini, degli uomini e delle donne che vi abitano, vi lavorano, la vivono. Ma il secondo Bene Comune è la salute dei cittadini di quella stessa città, dei lavoratori, degli anziani, soprattutto delle bambine e dei bambini. Per questo insieme di ragioni, nel ringraziarvi per il Premio che avete voluto assegnarmi, vorrei dirvi che il Premio in verità lo merita per prima la città di Taranto. Per la pazienza di fronte alle ingiustizie e ai rischi che da troppo tempo subisce, alla continua offesa al diritto di vivere in un ambiente in cui sia possibile lavorare, produrre, vivere senza costi umani e alla fine anche economici insostenibili. Il tema del premio di quest’anno è “Il futuro della memoria”, ma se non c’è vita non c’è neanche memoria! E nemmeno futuro. Primum vivere dicevano i nostri antichi. Per questo mi auguro che Taranto riesca a risolvere i problemi storici che la angustiano, tutelando certo il proprio patrimonio industriale ma anche il diritto ad un ambiente di lavoro e di vita degno di una comunità civile. Grazie e cari saluti a tutti, Liliana Segre“.

 


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