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Lido San Michele, nessun abuso. Il gip non convalida il sequestro

Pubblicato | da Redazione

Gli stabilimenti balneari hanno l’obbligo di realizzare percorsi per garantire l’accesso al mare di persone diversamente abili. In sostanza era questa la “colpa” addebitata a Lido San Michele, a San Vito, sul Viale del Tramonto. Il 6 agosto scorso, infatti, durante un controllo, il personale della Capitaneria di porto di Taranto aveva proceduto al sequestro preventivo di alcune strutture dello stabilimento.

Questa mattina, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto, Rita Romano non ha convalidato il sequestro preventivo eseguito dalla Guardia costiera, ha rigettato la richiesta di sequestro preventivo del sostituto procuratore Lopalco ed ha disposto l’immediata restituzione delle aree.

Secondo il giudice Romano “nel caso di specie, trattandosi di opere precarie non infisse al suolo (pedane e passerelle per camminamento e stazionamento anche di invalidi), non appare configurabile il reato di cui all’art. 44 lett. c) dpr 309/90”. Anche gli altri reati contestati non sono ipotizzabili secondo il gip, “atteso che con l’ordinanza balneare 2019, approvata con determinazione n. 251 del dirigente della sezione Demanio e Patrimonio della Regione Puglia in data 5.4.2019, sulle aree in concessione per strutture balneari, anche ove non riportati sul titolo di concessione, vi è l’obbligo di realizzare idonei percorsi perpendicolari alla battigia e fino al raggiungimento della stessa, al fine di garantire l’accesso al mare da parte di soggetti diversamente abili, nonchè la facoltà di disporre al fine di consentire la loro mobilità all’interno dell’area in concessione, altri percorsi da posizionare sulla spiaggia”.

Nel pomeriggio la stessa Capitaneria di Porto di Taranto ha provveduto a rimuovere i sigilli ed a restituire le aree all’avv. Angelo Ippolito, presidente dell’associazione San Michele Arcangelo, titolare della concessione demaniale. Tutte le aree di Lido San Michele, quindi, sono di nuovo fruibili, compreso quelle per i disabili che erano state oggetto del sequestro. Un provvedimento che ha suscitato disappunto e incredulità da parte di numerose associazioni che si battono per i diritti delle persone diversamente abili.