Sul Pezzo
Lezioni on line, non è scuola dell’obbligo: è scuola del cuore
Il prof Gianni Tartaglia affida a La Ringhiera la sua appassionata lettera aperta gli insegnanti di ogni ordine e grado della scuola italiana. E siamo contenti di ospitarla, proprio noi che grazie ai dirigenti e ai docenti di terra ionica abbiamo il piacere di frequentare i ragazzi. E quindi sappiamo cosa e come ogni giorno, proprio di questi giorni, si stia facendo scorrere lungo la linea veloce del web: è la scuola che pulsa on line, senza bisogno di aule… ma con classi come sempre zeppe di vita. E futuro.
di Gianni Tartaglia: Nell’ora più buia, tanto per ricordare un grande del passato, della nostra storia dopo la seconda guerra mondiale, dopo i ringraziamenti dovuti ai primi ‘soldati’ di questa guerra (medici, infermieri, forze dell’ordine, farmacisti, commessi di negozi di prima necessità, fruttivendoli e tanti altri…) sommessamente il mio personale GRAZIE va a chi è entrato prepotentemente nella quotidianità del nostro cammino: gli insegnanti.
Sì, proprio loro! Spesso consegnati alla storia come impiegati dello Stato, poco pagati, ma che hanno tanto tempo a disposizione tra vacanze di Natale e i famigerati (non veri) tre mesi estivi di dolce far nulla. Loro, l’esercito dei maestri e prof, che chiamati al loro dovere di formazione per le giovani generazioni, hanno saputo fare di necessità virtù, si sono fatti forza, hanno imparato velocemente a smanettare su tablet, pc e Smart phone, per entrare nelle case degli italiani e assicurare non solo una continuità didattica ma, spesso, a confortare giovani e genitori, a intrattenere per ore bambini e scolari che altrimenti sarebbero stati troppo tempo a bacchettarsi con i loro ‘obbligati’ coinquilini.
La Scuola sta reggendo. Non si contano le connessioni, i gruppi studio, le chat su social e piattaforme realizzate in tempi da record. E, attenzione, tutto questo senza che gli stessi (non eroi, ma semplici Alfieri della nostra Repubblica), non fossero, di fatto, obbligati a farlo. Ma l’obbligo è nato dalla loro voglia di fare, dal loro orgoglio a formare e coccolare i propri studenti, dall’esigenza di considerarsi una vera e unica comunità educante.
Sì, grazie, grazie a tutti voi. Forse non sarete ricordati dai media o da testate giornalistiche, ma, inequivocabilmente, quando tutto sarà finito, i vostri volti, le vostre parole, le vostre video lezioni, resteranno ben impresse nella mente e nella memoria dei vostri allievi e dei loro genitori.
Grazie, anche perché, è vero, la scuola, come Don Bosco insegnava, è questione di cuore.