Sul Pezzo
L’ex pm Di Giorgio condannato a 8 anni dalla Cassazione
Otto anni di reclusione. Questa la condanna definitiva comminata all’ex sostituto procuratore della Repubblica Matteo Di Giorgio dalla Corte di Cassazione. L’ex pm tarantino, sospeso dalla magistratura su decisione del Csm, era stato arrestato nel 2010 con le accuse di concussione e corruzione. La Suprema Corte ha prescritto alcuni reati. La vicenda è relativa alla battaglia ingaggiata dall’ex magistrato nei confronti dell’ex sindaco di Castellaneta e senatore Rocco Loreto (Ds) e alle interferenze di Di Giorgio nella vita politica della cittadina.
Nel 2010 per Di Giorgio scattarono gli arresti domiciliari. Ad aprile 2014 fu condannato in primo grado per concussione e corruzione in atti giudiziari dal tribunale di Potenza a 15 anni di reclusione. Un anno dopo, in Appello, la pena fu ridotta a 12 anni e mezzo. Un’ulteriore riduzione della pena è stata adottata dalla Cassazione per la prescrizione di alcune imputazioni e per la concessione di attenuanti.
Secondo l’accusa l’ex sostituto procuratore avrebbe favorito anche l’elezione a sindaco del suo amico Italo D’Alessandro a capo di una coalizione di centrodestra. Per lo stesso D’Alessandro la Cassazione ha confermato la condanna a tre anni di carcere. Il grande accusatore del magistrato, il sen. Loreto, pochi mesi fa è stato definitivamente prosciolto dall’accusa di calunnia nei confronti di Di Giorgio per la quale era stato arrestato su richiesta del pm Henry Jhon Woodcock.