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Lettere sull’Ilva, Emiliano come il sindaco di Taranto?

Pubblicato | da Michele Tursi

Michele Emiliano come il sindaco di Taranto? Anche il governatore negli ultimi giorni è preso dalla grafomania. Scrive lettere a raffica su Taranto e precisamente sulla questione Ilva. Non vorremmo che l’ex magistrato ripercorresse gli stessi, fallimentari, passi di Ippazio Stefàno. Le ultime due missive del presidente della Regione Puglia sono indirizzate al presidente del Consiglio Gentiloni e al ministro dell’Ambiente Galletti.

Al capo del Governo Emiliano chiede di “inserire la proposta della decarbonizzazione dell’Ilva di Taranto nelle offerte vincolanti da valutare per l’aggiudicazione definitiva dello stabilimento. Come si ricorderà infatti l’Ilva, oggi in amministrazione straordinaria, è in vendita, ma nelle prescrizioni richieste agli acquirenti non è ancora presente l’opzione di ridurre l’impiego del carbone e l’utilizzo di tutte le BAT (best available techniques) di settore”. Nel caso non sia possibile, Emiliano, sostiene che “l’opzione decarbonizzazione dovrà essere richiesta dagli acquirenti in sede di riesame dell’autorizzazione AIA del 2012”.

Al ministro dell’Ambiente, invece, il governatore propone istanza di riesame dell’Aia per l’Ilva di Taranto.
“Il Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria – scrive-  risulta infatti non conforme alle direttive comunitarie sulle emissioni e non risulta supportato da valutazioni di risk assessment che definisca il livello di rischio per la salute umana e la tutela dell’ambiente.  In più il “decreto Ilva” – che già è stato eccepito davanti alla corte costituzionale con ricorso della Regione Puglia, violerebbe sia il principio costituzionale di leale collaborazione che quello di ragionevolezza. Pertanto, anche alla luce di numerosi rilievi di ordine ambientale e di sicurezza sul lavoro e della proposta di decarbonizzazione degli impianti, la Regione ha chiesto il riesame dell’AIA per lo stabilimento di Taranto”.