Le promesse di ArcelorMittal e l’emergenza sanitaria di Taranto

Le promesse di ArcelorMittal e l’emergenza sanitaria di Taranto

“Il nostro obiettivo è zero emissioni entro il 2050”. Lo ha detto l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Mattiehu Jehl.  Il colosso mondiale dell’acciaio prende tempo e tenta in maniera un po’ goffa, di rilanciare sul tema della sostenibilità. In realtà, la sensazione è che il Gruppo abbia accusato il colpo della riapertura dell’Aia per lo stabilimento di Taranto, annunciata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.


Jehl, quindi, prova a correre ai ripari. Il numero due del Gruppo, però, (stando ai resoconti disponibili), non sarebbe andato oltre rassicurazioni di circostanza “siamo pronti a collaborare” e frasi già sentite: “quello di Taranto è il piano ambientale più ambizioso al mondo”, pronunciate nel corso di un incontro con alcuni giornalisti. Non una conferenza stampa aperta a tutti gli organi di informazione, ma un colloquio con alcune testate selezionate dall’azienda siderurgica (un “modello” già noto).



Al di la della discutibile forma di comunicazione adottata, e delle promesse, il colosso mondiale dell’acciaio è chiamato ora alla prova dei fatti: il tempo degli annunci e delle frasi ad effetto è scaduto. Sulla salute non sono ammessi tentennamenti, frenate, inversioni a U. Anche perchè le circostanze richiamate dal sindaco Rinaldo Melucci nell’istanza di riesame del piano ambientale di cui al Dpcm del 29 settembre 2017, presentata il 21 maggio scorso, fotografano l’emergenza sanitaria che vive la popolazione tarantina citando fonti e dati ufficiali. Alleghiamo il documento integrale in coda a questo articolo, ma eccone alcuni stralci.

L’aggiornamento dello Studio Sentieri (2014-2016), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, riferisce tra le altre cose che: “Nella popolazione residente (uomini e donne), risulta aumentato anche il rischio di decesso per le patologie considerate a priori come associate all’esposizione industriale specifica del sito in particolare per il tumore del polmone, mesotelioma della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio; in età pediatrica e giovanile si osserva un numero di casi di tumori in eccesso rispetto all’atteso; in riferimento ai nati da madri residenti nel periodo 2002-2015 sono stati osservati 600 casi di malformazione congenita, con una prevalenza superiore all’atteso calcolato su base regionale”.

“Nell’ambito del rapporto di Vds (Valutazione danno sanitario, ndr) – si legge nell’istanza firmata da Melucci – l’aggiornamento dei dati epidemiologici di mortalità e ospedalizzazione, analizzati sulla base della metodologia utilizzata nel Progetto Sentieri per il Comune di Taranto, costituisce elemento utile alla valutazione della presenza di una condizione di vulnerabilità sanitaria. Tale aggiornamento mostra, nel confronto con la popolazione regionale: eccessi statisticamente significativi di mortalità in entrambi i sessi per tutte le cause e per tutti i grandi gruppi di patologie; (…) eccesso di mortalità per le patologie cardiocircolatorie che la letteratura riconosce come associate all’esposizione ad inquinanti atmosferici; (…) che per la fascia 0-14 anni, le stime che suggeriscono eccessi di rischio per le patologie tumorali, in particolare le neoplasie emolinfopoietiche, mentre con riferimento all’ospedalizzazione, per i tumori maligni si osserva un dato in aumento nel Sin (Sito d’interesse nazionale, ndr) nell’ultimo periodo, con tassi che raggiungono valori superiori al dato regionale”.


L’istanza del sindaco di Taranto richiama anche documenti più recenti riferiti al periodo in cui ArcelorMittal Italia era già subentrata ai commissari straordinari nella gestione dello stabilimento siderurgico. Ad aprile del 2019, infatti, il Comune di Taranto aveva sollecitato Ispra e Arpa Puglia a fare chiarezza in ordine ai livelli emissivi riscontrati nella Masseria Carmine (quella dei Fornaro, ndr). “Tale incremento – è stata la risposta – può essere il risultato della variazione nel tempo dell’intensità dell’attività produttive dell’adiacente area industriale, o della movimentazione di materiali in grado di rilasciare microinquinanti organici sotto forma di particelle aerodisperse sedimentabili”.

Istanza Riesame Comune di Taranto


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