Skip to main content

L’avvocato del popolo

Pubblicato | da Redazione

Insomma, l’Italia da oggi – anche se con riserva – ha un avvocato d’ufficio. E’ il professor Giuseppe Conte, incaricato dal presidente Mattarella per la formazione del Governo ottanta  giorni dopo il voto.

Conte è il prescelto di Luigi Di Maio e la sua nomina ha fatto subito gola a Salvini perché da un lato gli consente di smarcarsi una volta per tutte da Berlusconi, salvo usare i suoi voti per far scattare decine di deputati in più e continuare a governare tutto il Nord, e dall’altro gli assicura di non bruciarsi a questo giro. Il professor Conte in questo scenario è quello che ha poco da perdere: si ritrova a Palazzo Chigi dopo anni trascorsi tra libri, stanze e corridoi universitari, siederà nei consessi più importanti del mondo e dal suo studio legale passerà in pochi giorni alla tutela collettiva degli interessi italiani, “sarò l’avvocato difensore del popolo italiano” ha detto durante il suo breve discorso di pre insediamento, subito dopo aver seguito la prassi “accettando con riserva”. Una riserva che, ancor prima di essere sciolta, è stata anticipata dalla risoluzione di un dubbio, questo sì sciolto definitivamente: l’aria è nazionalista, l’indole è protezionista e l’istinto è di giocare in difesa. Sino a due ore fa pensavamo  di essere un Paese da cambiare, un sistema sbagliato da smontare e ricostruire, un ingranaggio da oliare. Adesso abbiamo tutti una tutela legale: eravamo sotto accusa, sotto attacco, sotto scacco.. e non lo sapevamo. Buon lavoro presidente. Pardon, avvocato Conte.

 

IL DISCORSO  DI CONTE
“Il presidente della Repubblica mi ha conferito l’incarico di formare il governo, incarico che ho accettato con riserva. Se riuscirò a portare a compimento l’incarico esporrò alle Camere un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza”.

“Con il presidente della Repubblica abbiamo parlato della fase impegnativa e delicata che stiamo vivendo e delle sfide che ci attendono e di cui sono consapevole. Così come sono consapevole della necessità di confermare la collocazione internazionale ed europea dell’Italia“, prosegue. “Il governo dovrà cimentarsi da subito con i negoziati in corso sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria: è mio intendimento impegnare a fondo l’esecutivo su questo terreno costruendo le alleanze opportune e operando affinché la direzione di marcia rifletta l’interesse nazionale”.