Sul Pezzo
L’arresto di Tortora e il 4-3 sulla Germania, i due volti del 17 giugno italiano
“E se Tortora fosse innocente?”. Così Repubblica titolò quell’editoriale di Enzo Biagi passato alla storia. Uno dei pochi a non sciacallare sui resti dell’immagine ormai a pezzi di un uomo perbene.
Roma, 17 giugno 1983. Nella Capitale regna Falcao e i giallorossi di Liedholm (Conti, Nela, Chierico, Ancelotti, Di Bartolomei, Pruzzo, Tancredi…) da giorni festeggiano lo scudetto con mezza Roma. All’alba, i carabinieri bussano alla stanza di un albergo del centro, dove il popolare giornalista genovese usava soggiornare. E’ l’operazione Portobello. Enzo Tortora, amatissimo volto della tv italiana, viene arrestato con l’accusa di traffico di stupefacenti e associazione di stampo camorristico. Con lui finiscono in galera 855 persone. Il giornalista viene condotto a Regina Coeli. Sono le prime battute della più celebre ingiustizia del Dopoguerra. Tortorà viene fatto sfilare in manette tra due ali di fotografi e cameraman. E’ già un uomo in croce, inchiodato delle deliranti accuse di due “pentiti” di Camorra.
17 giugno 1970. Gianni Rivera è sul palo, a copertura di Albertosi. Alll’Azteca di Città del Messico manca poco alla fine dei supplementari: è in palio un posto nella finale del Campionato del Mondo. Angolo per i tedeschi, colpo di testa di Muller, il pallone finisce in rete dopo aver sfiorato la gamba di Rivera, aggrappato inutilmente a quel palo, sulla linea di porta: 3-3.
Tutti corrono verso il centrocampo. Manca poco ai rigori. Pronti e di nuovo via. Facchetti apre a sinistra per Boninsegna, l’attaccante scarta il terzino tedesco, s’invola, entra in area e mette al centro poggiando all’indietro. Rivera si fa trovare al posto giusto e mette dentro un piattone destro, prendendo Maier in contropiede.
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Italia-Germania 4-3 è ancora oggi il titolo di un’epoca raccontata in teatro, in tv, al cinema e su decine di libri. Era l’Italia reduce dal boom economico e che stava per sprofondare negli Anni di piombo, nel ‘70 ancora ai primi ma già assordanti vagiti.