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L’allarme: polveri killer sui balconi di Taranto

Pubblicato | da Michele Tursi

“Solo una parte delle polveri industriali che ricadono su Taranto viene monitorata dalle centraline previste dalla legge. Quindi, fin’ora, l’impatto sanitario di migliaia di tonnellate di polveri è rimasto invisibile alle centraline Arpa“. Lo hanno detto questa mattina Fulvia Gravame e Alessandro Marescotti di Peacelink, nel corso di una conferenza stampa svoltasi in piazza De Vincentis, al rione Tamburi.

Gli ambientalisti hanno presentato un dossier dal quale si evince che al controllo delle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria sfuggono le frazioni più pesanti del particolato e le nano particelle. La frazione più pesante si deposita su balconi, strade, lastrici solari, aiuole, terreni ed è molto pericolosa per i cittadini. Si tratterebbe, infatti, di polveri che non provengono soltanto dagli immensi parchi minerali (circa 100 campi di calcio) che sorgono a pochi metri dalle case di Tamburi, ma anche di polveri emesse dal ciclo produttivo. “La polvere nera che si poggia sui balconi – hanno ribadito Marescotti e Gravame – è molto, ma molto più tossica di quella del parco minerali. Ecco perché quella è una polvere mortale  che contiene una vasta schiera di sostanze tossiche, dalle diossine ai metalli pesanti, passando per gli Ipa”. Un allarme che ha il conforto di eminenti studiosi. Lo stesso studio Sentieri del ministero della Sanità afferma che le polveri di Taranto hanno un impatto mortale 2,2 volte superiore a quello di altre città.

marescottiPurtroppo, finora, questo pericolo è sfuggito ad ogni controllo e la sua percezione non è chiara alla popolazione. “I tarantini vedono ogni giorno nei balconi polveri di origine industriale – hanno spiegato gli esponenti di Peacelink – senza tuttavia conoscerne la composizione chimica, la tossicità e senza avvertirne il pericolo intrinseco, senza avere una adeguata percezione del pericolo da esse rappresentate per la salute umana e dei bambini in particolare. Quelle polveri vengono spazzate, lavate, raccolte, toccate senza che siano fornite informazioni adeguate e complete sulla loro natura. Non vi è una valutazione della tossicità dell’insieme complessivo delle polveri e della massa della popolazione ad esse in vario modo esposte. Quelle polveri tossiche vengono non solo inalate ma anche ingerite e assorbite attraverso il contatto dermico. Rivolgeremo alla Asl e all’Arpa precise richieste ed evidenzieremo come il sindaco di Taranto per le polveri industriali che ricadono sulla città non abbia fino a ora fatto alcuna comunicazione pubblica alla popolazione in merito alle precauzioni da prendere durante la vita quotidiana”.

Peacelink chiederà ad Arpa e Asl “una perizia completa sulle polveri che attualmente ricadono su tutta la città in modo tale che ogni cittadino potrà utilizzarla per applicare a ragion veduta il principio chi inquina paga – rivalendosi nelle sedi competenti – senza dover affrontare a proprie spese il compito di un accertamento tecnico sull’origine e sulla composizione fisico-chimica di quelle polveri“.