Pubblicato alle ore 10:09

La Voce dei Bambini per La Casa di Sofia, ecco il progetto presentato da Tartaglia e Tarì

La Voce dei Bambini per La Casa di Sofia, ecco il progetto presentato da Tartaglia e Tarì

Per contribuire alla raccolta, è stato organizzato un gran galà di beneficenza il prossimo 17 dicembre ed è stato messo a disposizione l’Iban IT03Q0103079021000001571569 per le donazioni.


La sesta edizione de “La voce dei bambini” è stata presentata ieri alla stampa nella sala incontri dell’hotel Salina di Taranto da Gianni Tartaglia (La Voce dei Bambini) e da Mariangela Tarì (La Casa di Sofia) in videocollegamento.



Tra i presenti, gli assessori alla Pubblica istruzione e ai Lavori pubblici di Taranto, Maria Luppino e Mattia Giorno; Silvio Busico, direttore generale di Programma Sviluppo e nonché presidente dell’Its Logistica Puglia; Deborah Giorgi, giornalista impegnata nel sociale; Fedele Angelillo, amministratore delegato Italia dell’azienda Mack & Schuhle; Giorgia Bagliardini, direttore dell’hotel Salina; Davide e Massimo Miccoli, autori e ideatori del progetto no-profit “Viaggio sulle ali della Musica”; Delia De Marco, Crest. inoltre, c’è il sostegno di una rete di 47 realtà locali ed imprenditoriali, enti ed associazioni, compresi gli Ordini degli Avvocati, ieri al Salina era presenta la consigliera Mirella Casiello, e degli Ingegneri, rappresentato ieri dal segretario Nicola Rochira, e la Fondazione 25, presieduta da Fabio Tagarelli.

Al centro del progetto 2022 c’è un laboratorio che fonda su tre ambiti: la danza e la dance ability, il teatro, il circo.

“La voce dei bambini” è un’idea dell’avvocato Tartaglia nata quand’era docente. Il prof, oggi preside della Martellotta, pensò di destinare le somme spese per cene e scambi di auguri natalizi ad una raccolta fondi a favore dei bambini della città. Finora sono stati sostenuti il reparto di Neonatologia dell’ospedale Santissima Annunziata, l’Aipd, l’associazione per le persone down, l’associazione Simba per il reparto di Oncoematologia, l’associazione dei bambini autistici Cabau, e l’associazione Abfo.


Essere genitore di un bambino speciale – dichiara Tartaglia – non è semplice ma l’amore che i nostri figli ci restituiscono, secondo i loro tempi e nei loro modi, ci appaga. E questo amore è il motore che spinge anche il nostro progetto”.

“Questa iniziativa – aggiunge Tarì – nasce da un’esigenza personale. Con due figli con problemi di salute, la prima necessità è quella di formare sul territorio figure professionali in grado di aprire le porte al mondo dell’arte anche ai nostri ragazzi”.

L’obiettivo del progetto, precisa Tartaglia non è quello di superare la diversità ma di rispettarla, creando un luogo che accolga e riduca le limitazioni alla partecipazione correlate alla disabilità e alla malattia, che dia la possibilità al bambino di fantasticare, cimentarsi nella flessibilità e creatività, nella ricerca di alternative, fallire, porsi obiettivi, trovare strategie di autoregolazione, interagire, mettersi nei panni dell’altro, interiorizzare e sviluppare regole sociali, litigare e riappacificarsi, il tutto attraverso la condivisione di momenti di gioco”.

Il corso è aperto a tutti. “Crediamo – dicono Tartaglia e Tarì – che la diversità non sia un limite ma una risorsa di cui l’arte performativa contemporanea possa arricchirsi per esplorare le infinite possibilità del corpo e della mente umana. E crediamo che il palcoscenico possa dare a persone con eleganza, creatività e possibilità diverse, una strada nuova per realizzare se stesse nella vita. Crediamo che sia giusto dare una chance a chi ogni giorno lotta con forza per uscire dal limite e dalla difficoltà, realizzando cose ordinarie in maniera straordinaria”.


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