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La politica locale ferma al palo, un’altra occasione mancata

Pubblicato | da Redazione

Si parla ovunque di Taranto… ma il paradosso vuole che Taranto sia per lo più spettatrice di se stessa. 

Si parla ovunque della “rabbia” che Conte ha visto in faccia venerdì scorso, della minaccia di 5000 nuovi esuberi, della salute che paga dazio, dell’ambiente che soffre, dell’indotto che da un lato è creditore del recente passato e dall’altro rischia di crollare a breve termine.

Giornali, tv, dibattiti, social, esperti e meno esperti, studiosi e opinionisti… tutti parlano di Taranto.  Le associazioni ambientaliste, i comitati, le famiglie che piangono i piccoli defunti, i sindacati sono presenti.  Ci saremmo aspettati, però, il Consiglio comunale convocato in seduta permanente già dalla scorsa settimana (oggi una seduta si occupa di variazioni e debiti fuori bilancio, video). Una nutrita conferenza stampa dei gruppi consiliari, le opposizioni decise a pungolare sindaco e giunta, come si fa con una delibera che non convince, un convegno aperto, un incontro, un confronto... tra TUTTI i consiglieri regionali  e provinciali di Taranto: un tavolo trasversale di emergenza, insomma, sindaci compresi (unico sussulto la presenza di un gruppo di essi venerdì all’Ilva). Ci saremmo aspettati un gesto istituzionale di TUTTI, democraticamente e politicamente maturo. Un segnale robusto da lanciare alla comunità. 

Niente. Soltanto singoli interventi da parte dei più sensibili al tema del lavoro e della salute. Occasione mancata per quasi tutti i rappresentanti eletti a Taranto e provincia, dunque.  L’ennesima, pera, quando si alza il tiro dello scontro e della discussione e l’adeguatezza diventa un bene prezioso da esporre. Sembrano quasi tutti in attesa social delle regionali 2020.  Le stanno aspettando anche gli elettori, però.