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La politica a Taranto? Si decide a Bari e Roma

Pubblicato | da Redazione

Per capire cosa accade in politica a Taranto, è bene guardare a Bari e Roma. Vecchia regola, sempre valida. A Bari c’è un rimpasto che aspetta. Emiliano ora è un leader nazionale con la sua bella corrente (Fronte democratico), una pattuglia di parlamentari pugliesi che lo segue, tra cui Francesco Boccia e Michele Pelillo.

I fedelissimi della Regione, però, quelli che hanno lavorato “pancia a terra” per le primarie, ora bussano alla porta: è tempo di incassi. Nella giunta regionale la casella Taranto è ancora vuota (non è la sola). Il dopo Liviano è rimasto appeso ai capricci del Governatore che ha sistemato la cosa assegnando Cultura e Turismo a Loredana Capone che già aveva il suo bel da fare con lo Sviluppo Economico.

Nella partita potrebbero entrare il macigno Sanità che Michelone ha assunto ad interim e l’Urbanistica, a seguito dei contrasti con l’assessore Annamaria Curcuruto. Tra i più accreditati a sedere in giunta c’è Michele Mazzarano di Massafra, presidente del Gruppo Pd in via Capruzzi, alla sua seconda legislatura. In verità ambisce da tempo, ma Emiliano lo ha sempre tenuto sulla corda. Chissà che non decida di attendere ancora per vedere come andrà a finire alle amministrative di Taranto.

In riva allo Ionio il Governatore vorrebbe esportare il modello che lo ha incoronato in Regione, ma i cocci del centrosinistra a Taranto sono aguzzi e taglienti. Intanto ha preso qualcosa a sinistra con Dante Capriulo e qualcosa al centro con Floriana De Gennaro che faranno squadra con il candidato piddino.

Il bersaglio grosso resta Bitetti che continua a fare il “Pierino”. Si diceva che in tasca avesse già l’accordo con l’ex amico del cuore di Emiliano, Antonio Decaro, per accasarsi in Consiglio (come primo dei non eletti) in caso di elezione al Parlamento del martinese Donato Pentassuglia, di provata fede renziana. Troppe variabili, avrà pensato Pierino, meglio fare il guastafeste. Il Pd lo ha espulso, ma la politica è l’arte del tutto è possibile.

L’assessorato, comunque, potrebbe non essere l’unica esca a disposizione di Michelone Emiliano. Per la campagna acquisti ci sono pure i posti nei consigli di amministrazione di imminente costituzione in qualche agenzia regionale. Venghino signori, venghino…