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La “lezione” della Pirandello, ora le istituzioni diano il buon esempio a Taranto

Pubblicato | da Michele Tursi

Spenti i riflettori, smorzate le fanfare, archiviate le proteste, va ricordato che c’è una storia sottotraccia alla decisione di inaugurare a Taranto l’anno scolastico 2017/2018. E’ giusto riportarla alla luce. Il 23 aprile 2017 la Pirandello fu devastata dai vandali. Non era la prima volta. Ci auguriamo che sia stata l’ultima. Pochi giorni dopo, al grido di MAI PIU’ docenti, genitori, giovani studenti con l’intero quartiere Paolo VI, marciarono in segno di protesta e respinsero con veemenza quell’atto di violenza e di intimidazione.

La Pirandello è tornata agibile e con essa è stato restituito un presidio di legalità ad un quartiere da cui troppo spesso le istituzioni girano alla larga. Aver portato nel cuore delle “case bianche” lo Stato e la cerimonia inaugurale del nuovo anno scolastico è una vittoria dei cittadini di Paolo VI.

La vera vittoria, però, non è stata la presenza del Capo dello Stato, se pur significativa. La vera vittoria è stata la reazione alla violenza che non ha mai una giustificazione, ma che è ancora più assurda, incomprensibile, becera, quando colpisce la scuola, il luogo in cui si formano le nuove generazioni. I ragazzi ed i docenti che ieri hanno mostrato con orgoglio come la loro scuola è rinata, sono i veri vincitori di questa vicenda. Un esempio, per tutti. Standig ovation!

Adesso, però, le istituzioni devono ricambiare il gesto e dare il buon esempio a questi piccoli cittadini che probabilmente non vederanno mai più nella loro scuola il Presidente della Repubblica, ma che hanno il diritto di percepire ogni giorno la presenza delle istituzioni intorno a loro. Un compito che spetta in prima battuta agli Enti Locali, quelli più prossimi, chiamati a garantire pari dignità agli abitanti del quartiere Paolo VI e delle tante periferie urbane di Taranto.

Asfaltare e ramazzare strade e giardini un’ora prima della cerimonia è triste e soprattutto non basta. Le aiuole vanno pulite sempre, le strade vanno rese praticabili 365 giorni l’anno. La pulizia ed il decoro della città sono condizioni imprescindibili della qualità della vita. Fin quando le aree marginali resteranno tali ed i loro abitanti noteranno e denunceranno la lontananza delle istituzioni, lo Stato, nel suo complesso, avrà fallito anche se per un giorno sventolano festosi i tricolori.