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La grande incognita: che fine farà l’Ilva?

Pubblicato | da Michele Tursi

A poco meno di un mese dalla chiusura dei termini per la presentazione di offerte per l’acquisto dell’Ilva, l’unica cosa certa è che non c’è un pretendente in pole position. Ci sono però nuovi soggetti che guardano con un certo interesse a quello che fu l’impero dei Riva.

Si tratta di Luxottica, marchio prestigioso e noto in tutt’altro campo rispetto all’acciaio. Secondo quanto scrive oggi il “Sole 24Ore”, collaboratori molto vicini a Leonardo Del Vecchio, azionista di riferimento del Gruppo, nonostante le smentite, hanno confermato che “in presenza di un piano industriale solido che abbia una concreta possibilità di successo”, il patron di Luxottica potrebbe partecipare “al salvataggio dell’azienda per il bene del Paese e della Puglia“, cui Del Vecchio (originario di Trani) è affettivamente legato.

Chissà, dunque, se anche Del Vecchio salirà sul treno del colosso franco-indiano Arcelor Mittal che  è tornato alla carica insieme a Marcegaglia. Già nel 2014, insieme avevano avanzato un’offerta non vincolante per l’acquisto dell’Ilva. Colosso in tutti i sensi Arcelor Mittal perchè il suo debito ha raggiunto la ciclopica dimensione di 16 miliardi di dollari. Ma non è questa l’unica incognita che grava sull’ipotesi Mittal-Marcegaglia. L’altra è costituita da un eventuale intervento dell’antitrust per bloccare un’eccessiva concentrazione di quote di mercato nelle mani di un unico produttore.

E la cassaforte di Stato di Cassa Depositi e Prestiti? Sicuramente avrà un ruolo, ma di socio di minoranza. Con chi? I vertici di Mittal hanno incontrato  CdP per informarli del rinnovato interesse per l’Ilva in cordata con Marcegaglia (85% al primo 15% al secondo). Sullo sfondo, ma nemmeno tanto, restano i turchi di Erdemir e il Gruppo Arvedi.