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La denuncia: “Il carcere di Taranto, è il più affollato d’Italia”

Pubblicato | da Redazione

Il carcere di Taranto è sovraffollato. Ospita 640 detenuti, a fronte di 310 posti regolamentari. Secondo Federico Pilagatti, segretario nazionale del sindacato autonomo di polizia penitenziaria Sappe è “il più affollato della nazione, ci sarebbero anche difficoltà a reperire letti e materassi per cui non può più ospitare detenuti, se non facendoli dormire per terra”. Il Sappe denuncia la situazione del carcere di Taranto in una nota stampa a firma di Pilagatti. “Che fine hanno fatto – scrive – le promesse di fatte dell’amministrazione penitenziaria proprio al Sappe qualche mese fa? Come è possibile che la Puglia continui a macinare record negativi di sovraffollamento dei detenuti, quasi il 70% a fronte di una media nazionale di circa il 20%?”

“Come mai – domanda il Sappe – regioni limitrofe alla Puglia a partire dalla Calabria hanno un sovraffollamento quasi inesistente? E’ possibile che carceri come Cosenza abbiano 232 detenuti a fronte di 218 posti; Paola 229 a fronte di 182; Rossano 296 a fronte di 263; Catanzaro 682 a fronte di 633; Reggio 302 a fronte di 337; Vibo 319 a fronte di 407 posti? In Puglia invece per fare degli esempi: Bari 461 detenuti per 299 posti; Trani 364 per 227 posti; Foggia 623 per 365 posti; Lecce 1099 per 610 posti, ed infine la vincitrice Taranto con circa 640 detenuti per 310 posti”. 

“Questi non sono numeri al lotto – sottolinea il Sappe – ma dati curati dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al 30 novembre 2019”. Una delle spiegazioni adottate per motivare questa situazione è relativa alla “territorialità della pena” cioè all’esigenza di far scontare la pena ai detenuti in carceri prossime alla residenza dei familiari. Ma secondo Pilagatti questa motivazione non reggerebbe “poiché – continua la nota stampa – ci sono detenuti che sono ospitati nella regione di residenza e cioè la Puglia, che distanze alla mano, sono più lontani dai familiari se invece fossero allocati in altre regioni”. Il Sappe chiede perciò al capo del Dap Basentini e al Ministro della Giustizia Bonafede di “adottare provvedimenti urgenti per una detenzione più umana in condizioni igienico sanitari più decenti”.