Cooltura, Teatro
La crudeltà messa in scena. Guanciale e Montanari conquistano il Fusco di Taranto
E’ un crescendo di malcelata, poi manifesta, quindi esplosiva crudeltà che alla fine lascia basiti mentre il sipario – improvviso – scatena l’applauso. Scrociante, lungo, meritato.
Quasi un’ovazione liberatoria, quella del pubblico, frutto di una consapevolezza inattesa e devastante: la crudeltà, fatte salve le sfumature individuali, esiste ed alberga sonnacchiosa in ognuno di noi. La sfida quotidiana, illustrata sul palco da efficaci figuri devastati e devastanti, sta proprio nel saperla tenere a bada a fronte di mille fattori – talvolta imprevedibili – che potrebbero innescarla ovunque, verso chiunque. Noi stessi compresi. Provocazione dopo provocazione…
Francesco Montanari e Lino Guanciale sul palco ne dibattono, poi ne discutono, ne fanno un duello che ondeggia tra il rusticano, la commedia e il crime, poi si compiacciono e alla fine si odiano… ma quasi quasi si adorano scrutandosi dentro per farsi del male. Sino al finale teatrale, è il caso di dirlo, attingendo dalla tragedia greca senza però che un deus ex machina possa ribaltare gli esiti non messi nel conto e che il testo efficacemente sparge qua e là, srotolando un copione che non ammette spazi e respiri.
Il lunghissimo applauso del Fusco, ieri sera a Taranto, viene così guadagnato sul campo da due attori tecnicamente e atleticamente preparati a questa sfida plateale tra male e male nella quale a soccombere è sempre il Male. Forse.
Davvero bravi Guanciale e Montanari. ‘L’uomo più crudele del mondo’ è un testo forte per una complicata e riuscita prova attoriale. L’applauso continua…