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“Io non voto Pd”… ma le tessere raddoppiano

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Miracoli o misteri della politica, le due cose del resto si tengono. Nemico pubblico dichiarato delle docenze di tutto il regno, fautore della Cattivissima Scuola, oggetto di lagnanze da partite Iva, obiettivo di disparati e sparsi indici su questo o quel tema socio-politico- economico… il Pd sembrava al tracollo, svanito per i suoi circoli dati per spenti, le bandiere ammainate e le insegne a mezza bolletta. Invece no, sarà l’effetto Emiliano, sarà il congresso regionale alle porte, sarà che gli amici degli amici tesserati hanno fatto un buon lavoro di proselitismo… fatto sta che i numeri non  mentono e che in Puglia, isolette comprese, il Pd raddoppia e di lasciare non ne vuole sapere proprio. Trivelle? Ilva? Isolaverde? Tempa Rossa? Buona Scuola? Soprintendenza? “Ma ci facciano il favore” staranno pensando in via Principe Amedeo, davanti alla croce della Madonna delle Grazia  dove un tempo alloggiava mamma Dc… “noi raddoppiamo le tessere, siamo forti e rappresentatitivi” sarà presto detto. E giustamente, stando ai numeri.  E come asserire il contrario!? Perché se è lecito che Emiliano esulti per aver portato il Pd pugliese da 18 a 35mila tessere, appare giusto che Musillo possa quanto prima dichiarare (solitamente a metà mattinata, di sabato…)  “estrema soddisfazione per aver portato la federazione provinciale ionica (ci si perdoni il gergo stantio) da 2500 a quasi 5000 tessere divise per 29 (paesi) col resto di poco. Insomma, l’esercito dei tesseranti e dei tesserandi si è ritrovato alla vigilia del congresso regionale (marzo 2016) e un anno prima quello provinciale (vera battaglia… prima delle comunali 2017). Il Pd ha fatto le tessere. Adesso facciamo i militanti. Per non parlare degli elettori, in fase calante dal 2010…