Sul Pezzo
Imposimato, il No a Renzi e il caso Moro: a Taranto è confronto aperto
Un complessivo NO alle politiche di Renzi. Il referendum costituzionale sarà il terminale di un binario che ieri nel Salone di Rappresentanza di Palazzo del Governo, a Taranto, è stato agevole osservare e seguire.
Cinque Stelle e un pezzo della sinistra storica tarantina, ieri sera, si sono fuse per un paio d’ore per ascoltare Ferdinando Imposimato. Cordialmente mescolati in platea, salutandosi timidamente in una dimora comune antirenziana in chiave Ilva, lavoro, scuola e naturalmente Costituzione, esponenti ed elettori hanno gremito le poltrone rosse di via Anfiteatro.
La riforma Renzi, o la deforma per dirla con Rosa D’Amato, viene smontata pezzo dopo pezzo dalla portavoce europea MS5, dal professor Grasso, dal parlamentare Cosimo Petraroli (anch’egli MS5) e dal grande atteso della serata, l’81enne e giovanilissimo Ferdinando Imposimato, che nel giorno del compleanno di Moro non poteva non ricordare lo statista martire “di un complotto politico che ha utilizzato le armi delle Br” (da magistrato ha seguito tre dei quattro processi sull’assassinio del politico democristiano nel 1978).
Parterre di riguardo, dunque, e platea da studiare quella di ieri sera in Provincia. Niente di elettorale, sia chiaro. Semplicemente mondi che dialogano alla giusta distanza e che difficilmente, molto difficilmente, stringeranno un patto finale per le urne. Ma sui temi la convergenza c’è. Chiara, netta.
Resta il NO alla Riforma Costituzionale che Imposimato giudica sbagliata sul nascere (citando Clamandrei) e grave nelle determinazioni che contiene.
VIDEO INTERVISTA ad IMPOSIMATO