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Ilva, un affare da 4 miliardi per impianti sotto sequestro

Pubblicato | da Michele Tursi

L’Ilva è un affare da 4 miliardi di euro. Tanto valgono, più o meno, le offerte formulate dai due contendenti all’acquisto. Un primo parere si conoscerà entro il prossimo 6 aprile. A fornirlo sarà Leonardo & Co l’advisor scelto dai commissari di governo per la valutazione delle due proposte. Ma anche il termine del 6 aprile non sarà quello definitivo. La vendita si concluderà con il decreto del ministero dello Sviluppo Economico.

Intanto sono circolate le prime indiscrezioni sull’entità e sulla composizione delle due opzioni in corsa. Am Investco (ArcelorMittal 85%,  Marcegaglia 15%, Banca Intesa partner finanziario), avrebbe offerto 1,6 miliardi di euro per l’acquisto degli impianti, cui vanno aggiunti altri 2,3 miliardi per gli investimenti. Totale 3,9 miliardi di euro. L’offerta di AcciaItalia (Jindal South West 35%, Cassa depositi e prestiti  27,5%, Delfin di Leonardo Del Vecchio 27,5%, Arvedi 10%), si aggirerebbe intorno a 1,2 miliardi, più 3 miliardi per gli investimenti. Totale 4,2 miliardi di euro.

La valutazione non considererà solo dell’offerta economica, ma anche del piano ambientale e dei livelli occupazionale garantiti. Non va dimenticato, inoltre, che gli impianti in vendita sono formalmente sotto sequestro dal 26 luglio del 2012. Di questo dovranno tenere conto i nuovi proprietari dell’Ilva che dovranno necessariamente confrontarsi con la Procura di Taranto in ordine alle misure ambientali. Non secondario è, infine, il ruolo dell’Unione europea. Il dossier Ilva è inserito nell’agenda dell’incontro tra il ministro dell’Economia Padoan e la commissaria per la Concorrenza Vestager in programma mercoledì prossimo. L’Ue ha già acceso i riflettori sul caso Ilva in relazione a possibili aiuti di Stato.