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Ilva, il Comune risponde al ministro

Pubblicato | da Redazione

Il documento è stato diramato poco fa dal Comune di Taranto e risponde agli ultimi twitt del ministro Calenda , nelle ultrime ore protagonista di un duello similrusticano, a colpi di social, con il sindaco di Taranto, Melucci.

Il ministro insiste su un punto: il ricorso a Tar promosso da Comune e Regione contro la concessione dell’Aia a Mittal, firmata dal Governo a fine settembre, potrebbe provocare di fatto lo spegnimento degli impianti Ilva. Ipotesi concreta?  Il ministro lancia l’allarme. Il Comune non ci sta e attacca. 

IL DOCUMENTO DI PALAZZO DI CITTA’ ‘Il ricorso del Comune di Taranto al Tar Lecce non sospende l’aggiudicazione dell’Ilva a AM Investco Italy e non c’è rischio alcuno di fermo o chiusura della fabbrica. Il ricorso non blocca né ritarda la copertura dei parchi minerali, che in realtà potevano essere coperti già da anni’ si legge. ‘L’unico vero rischio – dicono dal Comune – deriva proprio dall’azione del Governo che consente lo slittamento al 2023 di diversi interventi urgenti e improcrastinabili per la tutela della salute. Non lo dice il Comune di Taranto ma l’Unione Europea che nei giorni scorsi ha già pesantemente censurato il Governo italiano per l’omesso esame dell’impatto sanitario.  Al Comune di Taranto non è stato notificato ancora alcun atto formale a garanzia dell’avvio dei lavori di bonifica e messa in sicurezza dei parchi. Non ci si può accontentare di promesse e annunci, sotto la pressione del ricatto occupazionale – si legge tra i passi salienti passaggi salienti – Il Comune di Taranto ha fatto precise proposte sulla rimodulazione di tempi e tecnologie per mettere in sicurezza lo stabilimento…’.