Piani Alti
Ilva, tra Governo e Comune di Taranto confronto a distanza
Spiragli, aperture, piccoli passi. Apprezzamenti, ma anche fermezza sulle posizioni. Prosegue a distanza, per ora, il confronto tra Governo, Comune di Taranto e Regione Puglia sull’Ilva. Ieri Carlo Calenda e Claudio De Vincenti (rispettivamente ministri allo Sviluppo Economico e al Mezzogiorno), hanno inviato uno schema Protocollo d’intesa agli interlocutori pugliesi nel quale avanzano alcune proposte. Rinaldo Melucci considera “apprezzabile” il tentativo, però mantiene il punto su alcuni aspetti e annuncia l’invio di una controproposta entro il prossimo fine settimana. Ecco quali sono le posizioni in campo.
IL GOVERNO – “Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e il Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno Claudio De Vincenti hanno inviato al Presidente della Regione Puglia, al Presidente della Provincia di Taranto, al Sindaco di Taranto e ai Sindaci del territorio uno schema di Protocollo d’intesa predisposto a valle delle riunioni del Tavolo istituzionale ILVA tenute in data 16 novembre e 20 dicembre 2017. Per conoscenza, il documento è stato inviato anche ai Sindacati e a Confindustria. Lo schema di protocollo introduce, nel rispetto della disciplina vigente, significativi rafforzamenti della fase esecutiva del DPCM del 29 settembre 2017, atti a recepire le istanze manifestate dalle amministrazioni regionale e locali e dalle organizzazioni sindacali.
In particolare: è stata definita una tempistica accelerata per la realizzazione di alcuni interventi di grande rilievo ambientale come la copertura dei parchi minerali e fossili, che consentirà di superare definitivamente il problema delle polveri entro il primo semestre del 2020, e la pavimentazione del parco loppa; è stato previsto un sistema di condivisione con Regione Puglia ed enti locali e di monitoraggio degli interventi di messa in sicurezza e bonifica delle aree esterne al perimetro dello stabilimento da realizzarsi da parte dell’Amministrazione straordinaria. In tema di valutazione del danno sanitario sono state individuate modalità di esame congiunto, da parte dei firmatari del protocollo, del rapporto annuale realizzato da Arpa ed ASL competente; è stata prevista la nomina di una Commissione cui partecipano i Comuni dell’area per la definizione degli interventi di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate delle aree di Taranto dei comuni limitrofi; viene infine tenuta in attenta considerazione la problematica dei crediti residui vantati dalle imprese dell’indotto, attraverso il pagamento di tutto lo scaduto al 10 dicembre scorso e la ricerca di soluzioni per i crediti pregressi.
Il Protocollo prevede la rinuncia ai ricorsi da parte della Regione e del Comune di Taranto, che dovrà intervenire entro 8 giorni dalla sottoscrizione del protocollo, pena la sua automatica risoluzione. Con l’attuazione delle tempistiche e delle prescrizioni previste nel DPCM del 29 settembre e nel protocollo d’intesa, i principali interventi ambientali per Taranto saranno completati entro il 2020. Gli ulteriori interventi, previsti entro il 2023, riguarderanno infatti impianti fermi”.
IL SINDACO DI TARANTO – “Lo zelo del Governo nel proporre un proprio schema di accordo è un fatto senz’altro apprezzabile. Come noto anche il Comune di Taranto sta elaborando con consulenti legali e tecnici la propria proposta, nell’interesse collettivo sforzandosi di fare sintesi con le posizioni della Regione Puglia. Non si intende modificare questa road map.
Inoltre, il Comune aveva rivendicato uno strumento più efficace come l’accordo di programma, strumento di rilevanza amministrativa peraltro accolto dal Ministro Calenda, per il tramite di dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa all’indomani dell’ultimo tavolo istituzionale, mentre ci giunge oggi inaspettatamente una bozza nella forma di un generico protocollo di intesa, che riteniamo non conservi analoga efficacia. Ad ogni modo, avremo ora cura di valutare le due ipotesi sul tavolo e trasmetteremo entro il prossimo fine settimana la nostra controproposta consolidata al Governo.
E’ evidente che la nostra verifica sarà centrata sulle soluzioni individuate per l’ordine del giorno del tavolo istituzionale e sulle responsabilità della gestione commissariale e della parte acquirente; ma se la nostra comunità dovesse ricevere l’intera, ribadiamo intera, auspicata soddisfazione, non sussisterebbero nuovi motivi ostativi alla conclusione della trattativa”.