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Ilva, Taranto Respira chiama i deputati M5S: chiariscano alla Città dopo le parole del ministro

Pubblicato | da Redazione

I parlamentari M5S di Taranto, i cinque neoeletti alla Camera e al Senato (Ermellino, De Giorgi, Vianello, Turco e Cassese) spieghino, rispondano, chiariscano alla Città.

Il sollecito pubblico giunge da Taranto Respira e nasce dalle dichiarazioni del ministro Costa, l’ex generale dei carabinieri voluto dai cinquestelle alla guida del ministero dell’Ambiente e che ieri sulle frequenze di Sky ha spiegato in buona sostanza come lo status quo ambientale di Taranto sia tutto sommato sotto controllo(“..io vedo una Taranto ambientalmente ben tenuta..”),  che le regole Aia per Mittal siano già fissate e che il suo dicastero vigilerà… e che altre scelte non dipenderanno da lui ma da altri ministri (chiusura stabilimento Taranto, bonifica, riconversione.. ). Dichiarazioni che ai più, specie nel mondo ambientalista ionico, sono apparse pilatesche e comunque hanno sorpreso chi invece confidava in un netto cambio di rotta rispetto al ministro Galletti e soprattutto alla logica dei cosiddetti  decreti salva Ilva. La posizione del ministro Costa stride, evidentemente, con i proclami elettorali di chi poi, il 4 marzo, è diventato parlamentare con i voti di tanti tarantini che si attendono la chiusura dell’Ilva, al di là dei tempi e delle forme possibili. ieri sera, per dirla tutta, un’agenzia correggeva in parte il tiro delle dichiarazioni del ministro ma il caso politico è evidentemente emerso in tutto il suo spessore e con tutte le contraddizioni proprie di un Governo che sul punto Ilva, e non solo, dovrà sempre cercare la strada della mediazione tra due modi di pensare ed agire. Lega e Cinque Stelle parlano, o parlavano.. staremo a vedere,  notoriamente lingue diverse su ambiente, infrastrutture e tanto altro. Lo stesso Conte ieri in aula, al Senato, chiedendo la fiducia per il suo governo non ha parlato di Ilva.

IL DOCUMENTO DI TARANTO RESPIRA   

“Non ci aspettavamo certo che il nuovo governo mettesse in atto le promesse del M5S fatte durante la campagna elettorale riguardo Ilva. Per anni gli esponenti tarantini del Movimento di Di Maio avevano manifestato insieme agli ambientalisti la propria rabbia per il grave inquinamento ambientale provocato dalla grande acciaieria ed avevano fatto propri i vari programmi di riconversione economica della nostra città che Taranto Respira da sempre propone. Abbiamo lottato, spesso fianco a fianco,  con i rappresentanti e i sostenitori del M5S, contro le politiche dei precedenti governi, in particolare di quello Renzi responsabile di una serie esagerata di interventi e decreti che, in barba a qualunque prassi giurisprudenziale e di buon senso istituzionale, avevano mantenuto in vita una azienda altrimenti fallita e operante al di fuori delle norme di legge. Non ci aspettavamo decisioni che virassero decisamente verso un’accelerazione della chiusura e della riconversione economica. A dispetto delle promesse elettorali dei candidati tarantini alle politiche, i primi dubbi ci erano già venuti ascoltando le dichiarazioni di Di Maio a Taranto di qualche mese fa che non ci parve proprio indicassero la strada che avrebbe portato alla chiusura di Ilva. Non ci aspettavamo la risoluzione immediata dei problemi di Taranto: siamo ben consapevoli della complessità della questione. Ebbene, però neanche ci saremmo aspettati la resa del M5S alle ragioni del Nord che evidentemente sembrano prevalere nelle decisioni su Ilva. Non possiamo interpretare  diversamente le dichiarazioni del Ministro Costa che intervenendo a Sky TG 24 ha placidamente fatto intendere che il ministero dell’ambiente (quello di Galletti) ha già prodotto un carteggio per la valutazione dell’impatto ambientale e che quindi Mittal dovrà adeguarsi a quelle norme.  Per il governo M5S – Lega va quindi bene il piano ambientale per Taranto e le norme contenute nel Dpcm Renzi? Siamo a questo punto? Tutta qui la rivoluzione promessa a Taranto?  Taranto Respira esprime profonda preoccupazione per le dichiarazioni del Ministro Costa e chiede ai parlamentari tarantini di intervenire a livello nazionale per fare chiarezza sulla effettiva posizione del governo su Ilva. Se fosse confermato l’iter di passaggio di Ilva a Mittal senza ulteriori modifiche al piano ambientale, sarebbe come dire che nulla cambia rispetto alle politiche dei vari Galletti e Calenda e saremmo addirittura lontanissimi da quanto promesso in campagna elettorale e dalla chiusura delle fonti inquinanti e dalla riconversione economica auspicata da una vasta parte della popolazione e  da Taranto Respira. Attendiamo risposte chiare sulla questione e non limitate ai soli esponenti locali del M5S che evidentemente non rispecchiano le politiche nazionali di governo”