Pubblicato alle ore 9:50

Ilva Taranto, Gentiloni ci riprova. Petizione a sostegno del ricorso

Il 2017 si chiude con il pensiero rivolto alla vicenda Ilva. Non poteva essere altrimenti visto che da mesi la cessione dell’azienda siderurgica alla cordata AmInvestCo monopolizza il dibattito nazionale. Nella conferenza stampa di fine anno il premier Paolo Gentiloni ha ribadito l’invito al presidente della Regione Puglia e al sindaco di Taranto già rivolto nei giorni scorsi.


“Penso che abbia ragione il governo – ha detto il presidente del Consiglio – e mi sono rivolto in modo istituzionale e rispettoso a Emiliano e al sindaco di Taranto. Confidavo nel Natale perché è cosa enorme con 14mila posti di lavoro e miliardi per le bonifiche. La mia richiesta, che rinnovo, è di ritirare il ricorso per evitare che la situazione arrivi a punti di crisi gravissimi in termini occupazionali e ambientali. Ma sono certo che troveremo una via d’uscita”.



Una possibile via d’uscita potrebbe essere un protocollo d’intesa o un accordo di programma aggiuntivo al dpcm oggetto del ricorso di Regione Puglia e Comune di Taranto che recepisca tutte le richieste avanzate dal sindaco Rinaldo Melucci durante la visita a Taranto del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda.

Intanto un gruppo di cittadini di Taranto ha promosso una raccolta di firme a sostegno del ricorso dei due Enti. L’iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo di città cui hanno preso parte il presidente di Peacelink Alessandro Marescotti, Fabio Millarte del Wwf di Taranto, le pediatre Annamaria Moschetti e Maria Grazia Parisi. “Vivresti in una città dove chi inquina è difeso da uno scudo penale? – si legge nella petizione – noi cittadini sosteniamo il ricorso al Tar presentato dal Comune di Taranto e dalla Regione Puglia contro l’ultimo decreto Ilva del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM 29/9/2017). Il nostro è un appello civico privo di ogni coloritura politica. Mira solo a contrastare l’inaudito tentativo del Governo di garantire fino al 2023 l’immunità penale di chi gestirà l’Ilva. In tal modo il Governo toglie ogni garanzia per i cittadini e i lavoratori. Ad Arcelor Mittal viene consegnata una città priva di tutele, offrendo un trattamento di massimo favore. Si profila un’operazione dalle caratteristiche neocoloniali in cui il Governo si inchina alla più grande multinazionale mondiale dell’acciaio. Il Governo trasforma Taranto in una zona franca dove si possa produrre senza il rischio di un intervento della magistratura e senza l’interferenza degli enti locali”. Questo il link per aderire alla petizione o per altre informazioni https://www.peacelink.it/ecologia/a/44943.html


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