Salute
Ilva Taranto, corsi e ricorsi. L’ex ministro Clini in soccorso di Emiliano
Arriva dal passato una stampella inaspettata per il governatore della Puglia Michele Emiliano sul caso Ilva.
Ieri sul Corriere della Sera Claudio Riva rivendicava di aver gestito la fabbrica come “un modello europeo”. A quella stessa stagione appartiene un altro intervento che si inserisce nel braccio di ferro tra Governo, Regione Puglia e Comune di Taranto. “Le obiezioni del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, almeno sul piano formale, sono condivisibili”. Queste le parole che “Linkiesta” attribuisce Corrado Clini, ex ministro dell’ambiente e prima ancora direttore generale dello stesso ministero. Una figura ben nota a Taranto per aver gestito la prima fase della vicenda Ilva esplosa in maniera clamorosa a partire dal 26 luglio del 2012, quando furono arrestati i proprietari ed i vertici dell’azienda siderurgica.
Nell’intervista l’ex ministro critica l’operato del suo successore Galletti. La sensazione è che Clini più che fare chiarezza, voglia togliersi qualche sassolino dalle scarpe dopo essere stato a sua volta oggetto di pesanti critiche. “Tutti i rinvii che sono seguiti da allora sono al di fuori della legge – dice – sono stupito che nessuno, comprese le autorità giudiziarie, abbiano detto ai commissari che erano fuori legge. Quando Michele Emiliano, che pure è politicamente molto lontano da me, va al Tar qualche ragione ce l’ha. Sulla base di quale normativa stanno procrastinando i tempi?”
Intanto, i toni del confronto sull’Ilva non sembrano smussarsi. Dai capannoni della Lamborghini il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni non perde l’occasione di bacchettare il presidente della Regione Puiglia. “Quando ci sono capitali pronti a bonificare l’ambiente e salvare il lavoro, un grande Paese trova il mondo di accoglierli e di non disperdere queste risorse” ha detto davanti agli operai. Comunque nè Emiliano, nè il sindaco di Taranto Melucci hanno mai chiuso la porta al dialogo. Il governatore, infatti, ha ripreso l’intervento pronunciato dall’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, dinanzi al ministro degli Interni Marco Minniti: “La priorità per Taranto è fermare la devastazione ambientale”.
Proprio a mons. Santoro fa riferimento Emiliano “ho letto con grande interesse e condivisione – afferma – le parole del vescovo di Taranto che invita la Regione Puglia ed il governo a sedersi immediatamente al tavolo e do la mia immediata disponibilità. Quando ci si deve sedere per parlare e per trovare una via di uscita non si pongono condizioni. Questa è una regola fondamentale. D’altra parte senza l’impugnativa fatta sarebbe stato difficilissimo convincere il governo e l’azienda a ragionare con la Regione Puglia e il Comune di Taranto del piano ambientale ed industriale dell’Ilva”. Secondo Emiliano “non è intenzione della Regione porre pregiudiziali e persino la decarbonizzazione, una cosa intelligente, non lo è. Smettiamo quindi di dire agli altri cosa devono fare ed a paventare mali gravissimi. Riuniamo immediatamente il tavolo per Taranto e cominciamo a trattare. Il piano industriale ed ambientale sono per certi versi illegittimi e per altri gravemente deficitari, ma si possono tranquillamente aggiustare senza fare troppi drammi o ricatti reciproci. La disponibilità ad accogliere l’appello del vescovo è da parte nostra totale ed immediata”.