Piani Alti
Intrigo Ilva, i commissari scelgono Mittal-Marcegaglia. Calenda: non c’è vendita. Sindacati in rivolta
Intrigo internazionale. Prendiamo in prestito il titolo del noto film di Alfred Hitchcock per descrivere il convulso succedersi degli eventi sulla vicenda Ilva e, soprattutto, tentando di immaginare quanto accadrà nei prossimi giorni. Un tranquillo venerdì di fine maggio si infiamma con un lancio dell’Ansa nel primo pomeriggio che annuncia la decisione dei commissari Ilva in favore della cordata Arcelor Mittal- Marcegaglia.
Bisogna attendere fino alle 19 per l’ufficialità affidata all’ufficio stampa Ilva. “I Commissari Straordinari di ILVA S.p.A. in Amministrazione Straordinaria, Piero Gnudi, Enrico Laghi e Corrado Carrubba – si legge nella nota – hanno trasmesso al Comitato di Sorveglianza, per il parere di competenza e hanno trasmesso al Ministero dello Sviluppo Economico, per le valutazioni connesse all’aggiudicazione, l’istanza contenente l’esito della valutazione relativo alle offerte pervenute dai due investitori per l’acquisizione dei complessi aziendali del Gruppo Ilva”.
Sulla scorta di quali elementi hanno deciso? “La valutazione delle offerte è stata elaborata sulla base dei seguenti elementi fissati dalla Lettera di Procedura con le quali è stato disciplinato il procedimento nel rispetto dei principi della massima trasparenza, concorrenzialità e parità di trattamento: Piano industriale articolato a sua volta in sub elementi anch’essi predeterminati; Piano ambientale anch’esso articolato in sub elementi predeterminati; Impiego di risorse pubbliche per investimenti ambientali nei limiti consentiti dalla normativa nazionale e comunitaria; Canone di Affitto e Prezzo di Acquisto. Sulla base delle analisi e valutazioni effettuate in applicazione di tali elementi e sub elementi predeterminati i Commissari Straordinari hanno formulato la proposta di aggiudicazione in favore di Am Investco Italy”.
Tutto finito? Per niente “Seguiranno il parere del Comitato di Sorveglianza e la valutazione finale di competenza del Ministro dello Sviluppo Economico per il completamento del processo di aggiudicazione”. E infatti, poco più di un’ora dopo il lancio Ansa, il primo a protestare per la fuga di notizie è il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli. “E’ singolare – dice – ricevere la tanto attesa convocazione dell’incontro per il confronto relativo ai due piani industriali contenuti nelle offerte per le due cordate per l’acquisizione di Ilva e contestualmente leggere che l’aggiudicazione a una delle due cordate in realtà è già avvenuta. Ci auguriamo che il ministro Carlo Calenda smentisca al più presto queste indiscrezioni soprattutto per rendere credibile l’incontro previsto per martedì. Un conto è avere un orientamento, altro sarebbe avere già deciso.
Ricordiamo che, per noi, accanto al valore dell’offerta e a un maggiore o minore ruolo della cassa depositi e prestiti, restano prioritari la capacità di investimento tecnologico per la sostenibilità ambientale e il rilancio competitivo al fine della salvaguardia occupazionale”.
Insomma c’è qualcosa che non torna. Appena tre giorni prima i commissari chiedevano il rinvio della chiusura della procedura di vendita fino a marzo 2018, perchè poche ore dopo rendono nota la loro decisione? E perchè, stando a quanto sembra, lo fanno all’insaputa del ministro competente che convoca i sindacati per il 30 maggio allo scopo di illustrare i due progetti industriali in gara?
C’è un’altra stranezza. Ad aprile l’Unione europea scrive alle due cordate che si contendono l’Ilva avvertendoli che in caso di superamento dei tetti consentiti dall’antitrust, scatteranno pesanti sanzioni come taglio della capacità produttiva e, di conseguenza, dell’occupazione. Di questa lettera non si sa nulla fino al 22 maggio. In virtù del suo contenuto i commissari chiedono alle due cordate tre cose: mantenere l’offerta invariata in termini economici e quindi garantire gli investimenti già indicati; non modificare il piano, e quindi il perimetro dell’azienda, anche in presenza di eventuali prescrizioni dell’Antitrust Ue; proroga al 31 marzo 2018 della validità delle offerte.
La risposta non si fa attendere. Secondo quanto riporta l’Adnkronos, da Am Investco Italy (Arcelor Mittal, Marcegaglia e, in caso di vittoria, Intesa Sp) arrivano tre sì; mentre AcciaItalia (Cassa Depositi e Prestiti con Arvedi, Delvecchio e Jindal) dà l’assenso sui primi due punti ma non ha accettato di prorogare la validità dell’offerta, che resta confermata con scadenza al 30 giugno 2017.
E il ministro Calenda? Fonti del Ministero dello Sviluppo Economico smentiscono che sia intervenuta l’aggiudicazione di Ilva, ma precisano che i commissari hanno presentato al Comitato di sorveglianza i risultati della gara e la loro proposta di aggiudicazione. Il ministro dello Sviluppo economico procederà nei prossimi giorni alla valutazione della proposta e assumerà le proprie determinazioni dopo l’incontro con i sindacati già convocato per martedì 30 alle ore 12.15.
Già i sindacati. Bentivogli non è l’unico a manifestare perplessità. Le rsu Ilva della Fiom fanno sapere che non accetteranno “nessun ridimensionamento produttivo né ulteriori rinvii sull’attuazione dei piani ambientali. La convocazione al Mise non può e non deve essere un incontro dove si comunicano le decisioni alle organizzazioni sindacali, ma un primo momento di confronto necessario a rendere finalmente pubblico e trasparente il lavoro fatto in questi mesi dai commissari. Il rilancio della siderurgia italiana, insieme alla scommessa ambientale e sanitaria, passa dalla capacità di coinvolgimento della città di Taranto sulle future scelte del governo”. La Fiom denuncia anche i “troppi rinvii e soprattutto poca trasparenza della gestione commissariale nella fase di vendita di un settore, quello della siderurgia, più volte ritenuto strategico dai vari governi che si sono susseguiti fino al punto di intervenire con 10 decreti d’urgenza”.
“Rispettare il piano ambientale, accelerare i lavori di ambientalizzazione, programmare un piano industriale adeguato a salvaguardare l’occupazione attuale, compresi i lavoratori dell’indotto siderurgico”. E’ il commento di Antonio Talò, segretario generale provinciale Uilm Taranto. “Le nostre priorità sono il lavoro, l’ambiente, la difesa dei diritti della persona, dentro la fabbrica, ma anche fuori da essa, a salvaguardia dei cittadini di Taranto e della provincia ionica. Gli interventi ambientali scontano gravi ritardi; l’Ilva, intanto, perde ingenti risorse. Ai privati che acquisiranno lo stabilimento siderurgico, ricordiamo che abbiamo chiesto garanzie di rispetto, e non deroghe, alle leggi dello Stato. Si devono mettere in campo gli interventi previsti dall’autorizzazione integrata ambientale, per rendere la fabbrica ecocompatibile e garantire, al contempo, l’attività industriale; inoltre, continuiamo ad essere preoccupati per la questione sicurezza sul lavoro, perciò riteniamo essenziali l’ammodernamento e l’adeguamento degli impianti. I dati epidemiologici confermano una situazione non più sostenibile da un punto di vista ambientale e sanitario, per i cittadini e per i lavoratori. Chiediamo che si rimettano al centro il risanamento e l’innovazione degli impianti, nel rispetto delle stesse leggi che hanno consentito di tenere in attività lo stabilimento. Sul fronte occupazionale ed economico, infine, chiediamo chiarezza nel rapporto tra l’azienda e le ditte dell’indotto, che scontano il momento di grave crisi”.
Fin qui la cronaca degli eventi. Chiudiamo con qualche quesito: cosa deciderà l’Ue se verrà confermata la decisione in favore di Arcelor Mittal, il maggiore produttore mondiale con quote decisamente superiori ai tetti fissati dall’antitrust? Come si comporterà il Governo? Quali ricadute sullo stabilimento di Taranto e sulla città?