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Ilva, illegittimità superate. Di Maio dispone il “non annullamento”

Pubblicato | da Redazione

“Pur sussistendo profili di illeggittimità, non residuano più interessi concreti ed attuali all’annullamento degli atti che, in autotutela, non può fondarsi sul mero riscontro di una pregressa illegittimità”. Così Luigi Di Maio scioglie i dubbi sulla gara di aggiudicazione dell’Ilva alla cordata AmInvestco, guidata da Arcelor Mittal e “dispone di non procedere all’annullamento”.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, su volontà dello stesso Ministro, ha reso noto “il provvedimento relativo al procedimento avviato per l’annullamento d’ufficio del decreto 5 giugno 2017 di autorizzazione alla aggiudicazione della procedura di trasferimento dei complessi aziendali facenti capo alle società Ilva S.p.a., Ilva servizi Marittimi S.p.a., Ilvaform S.p.a., Taranto Energia S.r.l., Scova S.a.S. e Tillet S.a.S. in amministrazione straordinaria alla società AM InvestCo Italy S.r.l., nonché del decreto 9 giugno 2017”.

In sostanza, l’accordo sottoscritto da Arcelor Mittal e sindacati e gli interventi in esso contenuti vengono considerati “prevalenti rispetto all’esigenza, sia pur meritevole di tutela, di ripristino della legalità violata” e “in buona parte idonei a soddisfare l’interesse pubblico cui era finalizzata (la non avvenuta) fase dei rilanci”. Di seguito il provvedimento firmato da Di Maio.

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I dubbi sulla legittimità della procedura di assegnazione dell’Ilva sono stati avanzati dal vicepremier (a seguito di una lettera del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano), all’Avvocatura dello Stato che, in effetti, ha riscontrato alcune anomalie. Secondo quanto deciso da Di Maio, però, l’accordo con i sindacati sana ogni cosa. Ecco i rilievi formulati dall’Avvocatura.

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