Salute
Ilva, il tavolo si fa in tre. Emiliano: decarbonizzazione per Taranto
“La lotta congiunta dei sindacati, del sindaco di Taranto e della Regione Puglia ha portato al risultato che chiedevamo. Il ministro ha concesso il tavolo per Taranto che ci permetterà di discutere del piano ambientale, della salute dei tarantini, degli esuberi. Esiste finalmente una possibilità da parte dei lavoratori e delle loro rappresentanze istituzionali di agire congiuntamente per ottenere il massimo risultato sia dal punto di vista dell’occupazione che dal punto di vista della salute. Quindi sono soddisfatto”.
Con queste parole il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha commentato l’incontro istituzionale sull’Ilva svoltosi nella sede del Mise. Il ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, infatti, ha deciso di proseguire il confronto su tre tavoli specifici: uno per Taranto, uno per Genova, un terzo per i siti minori (Lombardia e Piemonte). Il sindaco Rinaldo Melucci ha volutamente disertato il vertice chiedendo al ministro con una lettera impegni specifici per Taranto.
“Noi abbiamo presentato 26 pagine di osservazioni al piano ambientale dell’azienda – ha proseguito Emiliano – e abbiamo chiesto che l’azienda cominci a studiarsele. Perché solo nel caso in cui le nostre richieste verranno soddisfatte con una modifica del DPCM acquisendo le nostre osservazioni, noi revocheremo l’impugnativa del DPCM che abbiamo già avanzato. Siamo soddisfatti che il ministro finalmente abbia condiviso che la presenza della Regione Puglia e del Comune di Taranto al tavolo sia indispensabile per proseguire questa difficilissima trattativa. Ovviamente siamo al fianco dei lavoratori e dei cittadini, siamo al fianco di chi deve sopravvivere e far mangiare le proprie famiglie, ma anche dei bambini e dei cittadini di Taranto che evidentemente hanno sopportato e sopportano l’insopportabile. Non so se questa situazione l’Italia la conosce, ma tutti devono sapere che, ad esempio l’altro ieri, giornata in cui a Taranto ha piovuto molto, è sceso un fiume rosso verso il mare. I danni che questa azienda ha fatto negli anni alla salute e all’ambiente della Puglia sono senza misura. Si tratta probabilmente del più grande disastro ambientale continuato della storia italiana. Ed io vorrei che poco alla volta questa considerazione fosse di tutto il Paese perché Taranto ha lavorato per l’Italia”.
“Si dice oggi per legge – ha aggiunto il governatore della Puglia – che Taranto è uno stabilimento strategico per l’economia nazionale, ma lo era sin da prima, e la considerazione verso Taranto non c’è mai stata. Mi auguro che si possa cominciare un’epoca nuova. Allo stato però lo dico chiaramente, nel piano ambientale di Arcelor Mittal non si parla dell’eliminazione del carbone, ma solo della copertura dei parchi minerari. Noi consideriamo invece la decarbonizzazione un elemento insostituibile. Quindi nel tavolo che si svolgerà presenteremo il nostro piano di decarbonizzazione dell’Ilva ad Arcelor Mittal sperando di riuscire ad ottenere il consenso su questo piano. Anche perché dovete immaginare che la copertura dei parchi minerari è come coprire settanta, ottanta campi di calcio con una struttura alta cento metri. Quindi una struttura che si vedrebbe dalla luna con un impatto ambientale enorme. Viceversa, il sistema decarbonizzato a gas non necessita di impianti di questo genere”.
Sul vertice romano e in particolare su Taranto, interviene anche Michele Mazzarano, assessore regionale allo Sviluppo economico. “I Presidenti di Regione e gli innumerevoli sindaci di mezza Italia convocati al Tavolo istituzionale Ilva – dice – hanno riconosciuto quello che la Regione Puglia ed il Comune di Taranto chiedono da molto tempo, e cioè la necessità di istituire un tavolo specifico con i rappresentanti del territorio jonico e della Puglia per entrare finalmente nel merito del piano industriale e di quello ambientale, e delle rispettive ricadute occupazionali. Ora chiediamo che questo nuovo tavolo metta nelle condizioni tutti gli attori locali e le istituzioni pugliesi, insieme con il governo ed i sindacati di discutere tutti gli aspetti di questa complessa vicenda senza perdere altro tempo”.