Ilva 1 – Il Governo boccia emendamenti Pd salva-indotto

Il Governo boccia l’emendamento salva-indotto Ilva. È accaduto oggi, alla Camera, e i firmatari on. Pelillo e Vico non l’hanno presa bene. Pelillo dichiara testualmente che il viceministro Morando ‘si è assunto una grande responsabilità’. 


L’emendamento sul fondo di garanzia per l’indotto Ilva, che avrebbe contribuito a risolvere il problema delle aziende rimaste creditrici dello stabilimento siderurgico di Taranto, non è stato infatti approvato, avendo avuto il parere contrario del Governo. ‘Non è stato sufficiente il mio sforzo, quello dell’on. Ludovico Vico, quello di decine parlamentari del Partito Democratico – spiega Pelillo – Il viceministro Enrico Morando, che ha rappresentato il Governo nei lavori della legge di stabilità, si è assunto una grande responsabilità: un piccolo emendamento avrebbe risolto un grande problema. Nonostante l’atteggiamento del viceministro Enrico Morando, noi insisteremo. A gennaio 2016 abbiamo un’altra possibilità: introdurre lo stesso emendamento nella legge di conversione dell’ultimo decreto legge sull’Ilva. Ci riproveremo, per restituire fiducia a tante decine di imprenditori e a migliaia di lavoratori, chiude il capogruppo Pd nella Commissione Finanze della Camera. Insomma, Governo che sbatte la porta in faccia all’imprenditoria tarantina che aspettava con ansia una garanzia sui  crediti vantati verso Ilva. Ciò, nonostante l’emendamento riparatore fosse firmato da due parlamentari Pd. La Legge di Stabilità, dunque, continua a dimenticare uno dei patti saldati tra imprenditoria locale e istituzioni a fondamento delle recenti decretazioni d’urgenza, sempre più salva-Ilva che salva-Taranto. E non solo dal punto di vista ambientale, a quanto pare.




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