Salute
Ilva: ecco tutte le decisioni della Camera. Pd esulta
Come abbiamo riferito due ore fa, la Camera ha detto Sì al nono decreto salva Ilva, ovvero al ‘decreto legge sulla cessione dei complessi aziendali’;a favore 297 parlamentari, 164 contrari, due gli astenuti. Contrari M5S, Fi e Si. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato per la seconda lettura che avrà inizio il 27 gennaio. Il provvedimento fissa al 30 giugno il termine per la vendita e modifica le norme sulla ristrutturazione dei grandi complessi industriali commissariati, concede agevolazioni alle piccole e medie imprese dell’indotto, riscrive alcune forme di garanzia. Le agevolazioni consentono di accedere al fondo di garanzia. Ma si tratta, è bene ribadirlo, di aziende creditrici alle quali viene concesso di indebitarsi anche se con agevolazioni. Un emendamento Pd consente di accedere alle garanzie del Fondo Pmi, infatti, a chi avrà realizzato almeno la metà del fatturato attraverso commesse del gruppo Ilva in amministrazione straordinaria, in due anni, a partire dal 2010. Le garanzie possono coprire fino all’80% dell’operazione finanziaria (max 2,5 milioni). Come si legge dalla documentazione approvata, tra l’altro, la Camera ha stabilito i criteri di restituzione degli 800 milioni pubblici assicurati ad Ilva per le bonifiche. Il miliardo e duecento mln 1,2 sequestrato, invece, andrá (se disponibile) in un Fondo del ministero dell’Ambiente. Una specie di cassaforte a copertura dei prestiti. E se i Cinque Stelle e le altre opposizioni prendono le distanze da questo salvataggio di Stato, contestato anche da UE in relazione alla prima elargizione dei 300 milioni, i parlamentari tarantini del Pd esalutano e guardano oltre. “Ora si aprono due questioni importanti da seguire – sostengono Vico e Pelillo – da marzo la tutela del reddito per i lavoratori Ilva in contratto di solidarietà; la vigilanza sugli asset e piano industriale per garantire la siderurgia italiana da fornire ai nuovi acquirenti”.