Piani Alti
Ilva, tutti i dubbi di Raffaele Cantone. Ecco la relazione dell’Anac
Cosa deciderà Palazzo Chigi sul caso Ilva dopo le criticità evidenziate dall’Anac sulla procedura di cessione? Il cerino torna (giustamente) in mano a Luigi Di Maio e al premier Giuseppe Conte. Le otto pagine di Raffaele Cantone confermano dubbi e perplessità, ma ora cosa accadrà? Una prima discussione si è svolta ieri con una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri durante la quale Di Maio ha riferito al presidente del Consiglio gli ultimi sviluppi della vicenda. Oggi il vicepremier dovrebbe parlare di Ilva in Parlamento.
Il coinvolgimento dell‘Anac risale allo scorso 10 luglio, quando Di Maio prese atto della lettera con cui Michele Emiliano denunciava aspetti poco chiari nella cessione dell’Ilva e girò il documento all’attenzione dell’anticorruzione. La risposta di Cantone è arrivata otto giorni dopo. Sono sostanzialmente tre gli aspetti critici rilevati: il rinvio del piano ambientale, le scadenze intermedie di attuazione e i mancati rilanci finali degli altri offerenti. La Ringhiera pubblica integralmente in coda a questo articolo la relazione dell’Anac inviata a Di Maio.
Intanto, giungono le prime reazioni. Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl scrive che “dopo 14 mesi (il decreto è del 5 giugno 2017) dall’aggiudicazione della gara, l’Anac ha rilevato alcune criticità e che in base alla normativa vigente, eventuali irregolarità non bastano a far scattare un annullamento automatico ma la valutazione spetta solo all’amministrazione, è il Ministero Dello Sviluppo Economico, che ha gestito il procedimento che deve valutare se è preminente l’interesse pubblico ad annullare la gara e il suo esito. Non spetta al sindacato valutare la regolarità dei procedimenti, quello che chiediamo al Governo, di non far trascorrere altro tempo e prenda una decisione. Ulteriori ritardi continuano ad essere pagati dai lavoratori e dai cittadini e allontanano le possibilità di rilancio e ambientalizzazione”.
Il sindacato Usb, invece, chiede l’annullamento della gara. “Apprendiamo dall’Anac – affermano Sergio Bellavita e Francesco Rizzo – che la gara per la cessione del gruppo Ilva è stata condotta con profili di criticità. Per questa ragione riteniamo impossibile proseguire il confronto con Arcelor Mittal, alla luce di questi nuovi inquietanti elementi. Chiediamo pertanto al Ministro dello sviluppo economico e del lavoro Di Maio l’annullamento della gara e una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali. Per quanto ci riguarda continuiamo a ritenere che l’intervento pubblico diretto dello Stato nella proprietà dell’Ilva è l’unica reale garanzia per il futuro della città di Taranto e per tutti gli stabilimenti del gruppo Ilva e per coniugare il diritto alla salute, la difesa dell’ambiente e l’occupazione. Tuttavia sei il Governo avesse intenzioni diverse, è comunque indispensabile riaprire la gara a patto che ponga come vincoli inderogabili l’ambientalizzazione reale dello stabilimento, le bonifiche quindi e alla sicurezza e la garanzia dell’integrale occupazione e del mantenimento dei diritti acquisiti”.