Piani Alti
Ilva, Confindustria Taranto “scarica” il Comune
“Stop al braccio di ferro fra Comune e Governo. No alle derive oltranziste di chiusura dello stabilimento Ilva, che non giovano a nessuno e servono solo ad esacerbare un clima già teso”. Questa l’opinione di Confindustria Taranto che ritiene queste due condizioni “imprescindibili per poter continuare a dialogare in maniera costruttiva attorno alla difficile trattativa Ilva e poter quindi proseguire nel percorso già avviato con tanto impegno e lavoro da parte di tutti gli attori istituzionali”.
Un messaggio rivolto soprattutto al sindaco Rinaldo Melucci al quale “pur riconoscendo le legittime istanze in ordine ad un maggior coinvolgimento della comunità rispetto alle procedure di aggiudicazione del complesso industriale”, viene rimproverato di aver usato dichiarazioni “assolutamente inopportune rispetto ad una chiusura dello stabilimento Ilva, che per l’amministrazione comunale non rappresenterebbe più un tabù. Dichiarazioni che nemmeno un momento di particolare tensione emotiva può giustificare: riteniamo infatti che il diritto al lavoro e alla salute non si debba combattere con la chiusura ma – pur nell’autonomia dei giudizi – con provvedimenti e interventi condivisi e mirati”.
Dopo un iniziale idillio proprio sui temi dell’Ilva, tanto che Melucci era stato accusato di essere vicino a Confindustria e di essersi speso in favore delle imprese dell’appalto non pagate dal siderurgico, ora gli industriali ionici sembrano volere prendere le distanze da Palazzo di città. “Una fabbrica chiusa – si legge nel documento degli industriali – produrrebbe solo il triplice e devastante effetto di non tutelare più la produttività, l’occupazione e soprattutto l’ambiente, visto che continuerebbe inesorabilmente ad inquinare, aprendo una pagina intollerabile per la città, in quanto ancora più difficile e dolorosa, come altri casi ampiamente documentati– come Bagnoli – vanno purtroppo a certificare. Una evidenza, questa, che forse non è stata sufficientemente enunciata e che varrebbe la pena esprimere nelle varie sedi deputate, facendo definitivamente chiarezza attorno alla questione”.
Anche sul Dpcm Confindustria Taranto boccia il Comune. “Riteniamo – prosegue la nota stampa – come già dichiarato da vari esponenti del Governo, che non possa essere modificato, perché comprometterebbe il lavoro finora svolto nonché la trattativa di aggiudicazione del complesso industriale che deve invece andare avanti e giungere a conclusione. Siamo convinti, a questo proposito, che le proposte di Comune e Regione possano essere recepite a valle del Dpcm, così come riteniamo che le istanze di Confindustria debbano essere a loro volta oggetto di ulteriori approfondimenti durante il closing dell’operazione. In ultimo, Confindustria ritiene l’avvio dei lavori di copertura dei parchi minerali e fossili come una notizia da accogliere, proprio in virtù di quella auspicata necessità di perseguire gli obiettivi già fissati, con tutti i migliori auspici possibili”.