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Ilva, Calenda: gli investimenti di Mittal per tutelare Taranto

Pubblicato | da Redazione

“La priorità e la preoccupazione sono dare una conclusione positiva alla vicenda dell’Ilva, è necessario rilanciare la produzione di acciaio in Italia partendo dal suo insediamento più importante, l’Ilva”. Lo ha detto il ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, intervendo in videoconferenza al 16° congresso provinciale della Uilm di Taranto, conclusosi ieri. “Insieme per la salute, il lavoro e la crescita” il tema centrale dei lavori al termine dei quali Antonio Talò è stato riconfermato all’unanimità segretario provinciale. Sono intervenuti il segretario regionale della Uil Aldo Pugliese, il segretario generale della Uil di Taranto Giancarlo Turi ed il segretario generale della Uilm di Bari Franco Busto. Il congresso ha registrato le importanti presenze del segretario generale nazionale della Uil Carmelo Barbagallo, di Luigi Angeletti, direttore centro studi Uil e del segretario generale nazionale dalla Uilm Rocco Palombella.

Il segretario generale dell Uilm di Taranto Antonio Talò ha aperto il congresso effettuando un’analisi della situazione dei lavoratori di tutte le aziende del territorio: l’Ilva ed il suo appalto, i due insediamenti industriali della Leonardo, la Vestas, gli ex lavoratori Marcegaglia e tutte le realtà produttive del territorio. Momento centrale della discussione è stata la tavola rotonda che ha riunito gli attori dell’auspicata rinascita socio-economica e culturale del territorio e alla quale è intervenuto il ministro Calenda. Il segretario generale della Uilm nazionale Rocco Palombella ha auspicato che si giunga “ad un accordo sindacale prima che giunga il verdetto dell’Antitrust Europeo, nei termini e nei modi di quanto fino ad ora sostenuto dalla Uilm”.

Palombella e Talò, unitamente a tutti i presenti in sala, hanno ribadito che non vi potrà essere disparità di trattamento tra i lavoratori. Il confronto si è poi concentrato sui 4.200 esuberi. “10mila unità – hanno ribadito gli esponenti della Uilm – sono poche per assicurare la produzione di 8 milioni di tonnellate all’anno di acciaio, perché Mittal parla di core business (la produzione) ed esclude tutto il resto, a partire dalle manutenzioni, soprattutto a fronte dell’attuale assetto di stabilimento in seno al trend di auspicata risalita produttiva”.

Calenda, spiega il documento finale del congresso, “ha affermato di essere in sintonia con quanto emerso dal confronto, ovvero che nessuno dei 4.200 dipendenti resterà fuori dall’insediamento industriale tramite Ilva in amministrazione straordinaria ed il suo piano tra cassa integrazione e reimpiego. Ha espresso la necessità di sollecitare gli incontri e che gli investimenti previsti da Mittal servano a dare a Taranto una connotazione sociale e industriale, conferendo la concreta tutela della salute di tutta la cittadinanza”.