Elezioni 2017, Piani Alti
Ilva, Baldassari agli altri candidati sindaco: uniamoci e andiamo a Roma. Ecco le risposte
Ilva è vicenda che irrompe in questa camnpagna elettorale, certamente non può sorprendere ma la vendita imminente (a quanto pare) si fa largo nel dibattito tarantino. Si vota tra una settimana e a rompere gli indugi è Stefania Baldassari.
E’ di ieri sera, sul tardi, il lancio di una proposta: compattare il fronte dei candidati, affiancarlo a sindaco uscente e presidente della Provincia, e sedertsi al tavolo delle trattative politico-econmomiche tra Governo e cordate indiane. “Taranto e il suo Comune non possono restare a guardare” sopstiene da giorni la candidata del fronte civico alleato con il centrodestra. Dunque, l’ex direttrice del carcere di Taranto ha scritto a Stefàno, a Tamburrano e ai suoi nove competitor nella corsa al Comune. E dà appuntamento a tutti per domani alle 15.30 in Provincia. “Facendo seguito al comunicato stampa diramato dalle organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm con cui viene chiesta al presidente del Consiglio dei Ministri dott. Paolo Gentiloni e al ministro dello Sviluppo Economico, dott. Carlo Calenda, la convocazione di un incontro urgente preventivo alle decisioni che il governo dovrà assumere in merito alla vertenza Ilva, la scrivente Stefania Baldassari, attuale candidata alla carica di sindaco del Comune di Taranto per la coalizione “Insieme per Taranto”, in qualità di cittadina ed in virtù di un’unione di intenti CHIEDE al presidente della Provincia di Taranto, al sindaco del Comune di Taranto e ai candidati alla carica di sindaco di riunirsi nella giornata di lunedì 5 giugno per richiedere un tempestivo incontro con il premier Gentiloni e con il ministro Calenda al fine di poter avere contezza sullo stato della vertenza ILVA tenuto conto che la trattativa ha ripercussioni in materia di salute, ambiente e lavoro”. Così Stefania Baldassari, promotrice di una iniziativa elettoralmente anomala ma certamente originale. Si attendono commenti, adesioni o… nulla di tuto questo.
Tre giorni fa, era stato un altro candidato sindaco, Pino Lessa, a proporre una “spedizione” a Roma. “Invito tutti gli altri candidati a sindaco a protestare insieme direttamente dal ministro per lo sviluppo economico, Calenda – scrivena in fatti Lessa – facciamoci carico di organizzare due pullman a testa. Sono convinto che a noi si unirebbero i sindacati e tantissimi cittadini. Non possiamo tacere e accettare, da cittadini e anche da candidati a sindaco, ancora una volta che la nostra città paghi per qualcosa che non ha fatto. È impensabile dover ancora ricevere da parte del Governo, un comportamento simile nei nostri confronti” sosteneva Lessa dopo aver appreso degli esuberi annunciati da Mittal.
“Apprezzo l’invito di Stefania Baldassari che ha evocato unità d’intenti tra i candidati alla carica di sindaco sulla questione Ilva. Devo però puntualizzare che nella fase attuale i candidati alla carica di sindaco non possono sostituirsi a coloro i quali rappresentano le istituzioni e , nel ribadire la massima solidarietà ai lavoratori dello stabilimento siderurgico, ritengo che a supportare l’iniziativa delle parti sociali debbano essere, in primis, i parlamentari locali che sono stati eletti dai cittadini proprio per rappresentare le istanze del territorio a Roma, dimostrando impegno, attitudine e concretezza alla risoluzione dei nostri problemi. Bene hanno fatto le organizzazioni sindacali di categoria a richiedere un incontro urgente al premier Gentiloni e al Ministro Calenda stante le determinazioni che il Governo dovrà assumere nelle prossime ore. Ribadisco un concetto espresso più volte negli ultimi giorni. La newco che sarà chiamata a rilanciare lo stabilimento siderurgico dovrà farlo innanzitutto garantendo i livelli occupazionali, rispettando l’Aia e prevedendo la copertura in tempi certi dei parchi minerali. Sottolineo inoltre la necessità inderogabile di contenere la produzione per limitare l’innalzamento dei livelli delle emissioni inquinanti. Spetterà al nuovo sindaco, appena eletto, il compito di rappresentare al governo nazionale queste nostre istanze a partire dalla partecipazione del comune di Taranto a tutti i tavoli in cui si decide il destino della città. Il sindaco – lo riaffermo- dovrà essere l’interlocutore principale e vincolante su temi così delicati che riguardano il futuro della città”.
LUIGI ROMANDINI
“La nostra posizione sull’Ilva è chiara: fermo degli impianti inquinanti dell’area a caldo che producono malattia e morte, come disposto dall’ordinanza del Gip Todisco a luglio del 2012. In parallelo bonifica e riconversione del tessuto produttivo, tutela e incremento dei livelli occupazionali, avvio di una nuova fase di sviluppo incentrata sulle vere vocazioni del territorio e su industrie green, ad alta tecnologia. Purtroppo in questi giorni Taranto, i suoi lavoratori, i suoi cittadini, stanno subendo l’ennesimo ricatto occupazionale e il Governo sembra più preoccupato di non scontentare i grandi gruppi industriali in competizione per l’Ilva che delle sorti di una comunità completamente ignorata. Questa è la ciliegina sulla torta dopo 10 decreti salva-Ilva.
Eppure si discute il futuro di migliaia di lavoratori, cioè di cittadini di Taranto, delle loro famiglie, per cui non bisogna commettere errori, né pensare di utilizzare le sciagure altrui per scopi personali. La nostra vicinanza ai lavoratori dell’Ilva non è di facciata, ma sostanziale. Gli operai sono vittime due volte: come dipendenti di una fabbrica sotto processo per disastro ambientale e come cittadini, per cui vanno difesi con tutti gli strumenti possibili. Non un solo posto deve essere sacrificato, anzi dobbiamo favorire la creazione di nuovi posti di lavoro. I processi di cambiamento, le rivendicazioni, i risultati in favore del territorio, però, non si ottengono con le parole, né con le passerelle mediatiche studiate a tavolino da una candidata che si veste di un’autorità che non ha, nel malcelato tentativo di rastrellare consensi. Qualcuno la avverta: fare politica e amministrare una città, sono cose ben diverse dal dirigere un certo tipo di istituto. Mettiamo da parte tristi operazioni di facciata e impegniamoci concretamente per la città. Si facciano da parte anche i manovratori, più o meno occulti, smaniosi di visibilità ad ogni costo che muovono i fili di una clamorosa operazione di trasformismo politico. Taranto stavolta non i casca. Strumentalizzazioni e fughe in avanti, servono solo ad agitare ulteriormente gli animi di persone già provate da un’incertezza vera che incombe sul futuro. Vietato giocare con il destino di migliaia di persone, vietato giocare con la città. Siamo persone serie”.
MASSIMO BRANDIMARTE
“Il candidato sindaco Massimo Brandimarte esprime forti perplessità sulla forma e sul merito dell’invito alla conferenza stampa, indetta per il 5.6.2017, presso il Salone della Provincia di Taranto, dalla Lista Insieme per Taranto, a firma del candidato sindaco Stefania Baldassari, rivolto ad autorità cittadine, candidati sindaco ed ai mezzi di comunicazione di massa locali.
L’invito è rivolto ad autorità e candidati sindaco con l’appellativo di “Spett.li”, come se si trattasse di corrispondenza commerciale; antepone la figura del Presidente della Provincia a quella del Sindaco, che, invece, viene prima, secondo l’ordine ufficiale delle precedenze; premette di “fare seguito”ad un comunicato stampa diramato dalle OO.SS. : allora non può fare seguito a quello, ma, semmai, riferimento. Il tenore è burocratico, in quanto l’invitante si qualifica come “la scrivente”.
Nel merito, non si comprende perché l’iniziativa non sia stata concordata prima con tutti i candidati sindaco ed eventualmente assunta di comune accordo; perché nell’invito si parla di “unione di intenti”, quando una discussione ed un accordo preventivi non ci sono mai stati; perché la conferenza stampa dovrebbe essere tenuta nel Salone della Provincia, anziché in una struttura privata, visto che viene indetta da una “cittadina”; perché, infine, si decide di prendere a cuore il problema sindacale della “vertenza Ilva”, a ridosso delle elezioni, in modo così unilaterale, ecumenico e pubblico, anziché andare a sostenere direttamente i Sindacati? La coalizione prende atto anche che il deputato Renata Polverini è giunta a Taranto “per sostenere la candidatura di Stefania Baldassari” e che, dopo avere sparato a zero contro il governo nazionale per la gestione della cessione dell’Ilva, si è spinta sino ad attaccare il sindaco uscente, perché, secondo lei, non avrebbe fatto quello che, però, nemmeno lei ha saputo dire cosa, dimenticando che il governo PD si è imposto su questa città con decine di decreti legge, contro i quali né Davide né Golia avrebbero potuto far niente, ed omettendo di dire che cosa invece ha fatto lei oppure perché non l’ha fatto, avendo potuto farlo, visto che, alla Camera dei Deputati ricopre l’importante e molto ben remunerato incarico vice presidente della commissione lavoro. Cioè, la sede dove di dovrebbe tutelare il lavoro. Faccia, il deputato Polverini, che dispone di maggior potere costituzionale, quello che, secondo lei, il sindaco uscente non avrebbe fatto. Poi, ci faccia sapere cosa lei abbia fatto. Ma, per piacere, prima dell’11 giugno!”.