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Ilva, al ministro Costa piace il piano ambientale. Sindacati e Mittal da Di Maio

Pubblicato | da Michele Tursi

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa (ex generale dei Carabinieri, voluto dal Movimento 5 stelle), torna a parlare dell’Ilva di Taranto. Anche questa volta lo fa in un’intervista, come accaduto qualche giorno fa. Il rappresentante del governo gialloverde è intervenuto ai microfoni di Radio Anch’Io su Radio Uno. Ecco cosa ha risposto, secondo il resoconto diffuso dall’Ansa online. “Alcune bonifiche sono già partite, e poi c’è un Piano ambientale serio. Mi auguro che poi si vada oltre, e se per esempio sono previste 100 cose spero se ne facciano 150; credo che su questo si possano fare dei percorsi. L’Ilva però riguarda tutto il governo e anche altri ministeri. Io posso fare una vigilanza seria e profonda, cosa che mi impegno a fare”.

Insomma, il nuovo ministro dell’Ambiente non si sbilancia. Assicura il minimo sindacale ma niente di più. Forse perchè la situazione è ancora abbastanza fluida. Il punto di partenza resta quanto previsto nel contratto di Governo tra Lega e M5S: “Concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, salvaguardando i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo industriale del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere a bonificare, e sviluppo della green economy, energie rinnovabili, economia circolare”.

Come questa enunciazione si tradurrà in fatti concreti resta da vedere. Che ci sia una rinnovata sensibilità sulla problematica ambientale lo ha confermato lo stesso vicepremier Luigi Di Maio che ha detto di voler restituire ai tarantini “il diritto di respirare“. Il Ministro allo Sviluppo economico ieri pomeriggio ha incontrato i commissari straordinari dell’Ilva. Un incontro “proficuo” stando ai succinti resoconti delle agenzie giornalistiche, servito più che altro ad ottenere informazioni sui “profili ambientali ed occupazionali presenti nelle 23mila pagine che stiamo analizzando“.

Dalla riunione, però, è scaturito un elemento di novità non trascurabile. Lunedì 9 luglio Di Maio incontrerà i sindacati e l’azienda acquirente (Arcelor Mittal). Viene disinnescato lultimatum lanciato da Fim, Fiom, Uilm e Usb che avevano minacciato una marcia sul… Mise in caso di mancata convocazione. Restano da sciogliere nodi importanti, due su tutti: esuberi e trattamenti economici. Non sarà una passeggiata e i sindacati continuano il pressing.

Il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli chiede a Di Maio di chiarire tre aspetti: “Quale posizione il Governo assume rispetto alla vicenda Ilva e cioè, se perseguire l’idea della chiusura oppure della continuità produttiva con le opere di messa a norma e ambientalizzazione dell’Ilva? Come si vuole gestire la proroga di 90 giorni del commissariamento senza finanziamenti pubblici come annunciato dai Commissari, perché non accetteremo in alcun modo, che i risparmi e i sacrifici, si trasformino in aumento di cassa integrazione per i lavoratori e minori manutenzioni sugli impianti? La riconferma della necessità di garanzie dell’occupazione per tutti i lavoratori, anche a termine del piano industriale”.