Pubblicato alle ore 9:47

Ilva, a Roma le trattative. A Taranto i wind days

Ilva, a Roma le trattative. A Taranto i wind days

Destino beffardo, destino segnato. Oggi e domani, due giorni di wind day al rione Tamburi di Taranto. Oggi e domani due giorni di trattative a Roma sulla cessione dell’Ilva. I destini della città e della fabbrica si incrociano, procedono a braccetto. Le ragioni della produzione e quelle della salute. Con una differenza, non di poco conto: gli impianti non si fermano, le lezioni nelle scuole di Tamburi sì. Due giorni di festa che festa non sono. Sono giorni di polveri e veleni dispersi nell’aria. Sono giorni di finestre sbarrate e mascherine sul volto.


E’ la vita che scorre in una città ostaggio della grande fabbrica. Un rapporto da rimettere in pari dopo anni di soprusi da parte di governi troppo spesso più attenti alle ragioni del Pil che alla salute dei tarantini. E’ quasi un mese che è in vigore l’ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci che dispone la chiusura delle scuole durante i wind day e sono già 4 le volte in cui il provvedimento è stato attuato. E’ evidente che così non può continuare. Bisogna intervenire e incidere rapidamente e significativamente nelle emissioni prodotte dai processi produttivi, dallo stoccaggio dei minerali e delle polveri di scarto.



Wind day, la Fiom chiede misure più efficaci – Di wind day e misure ambientali si occupa Francesco Brigati della Fiom Cgil in una lettera inirizzata ai commissari straordinari dell’Ilva e al direttore dello stabilimento di Taranto. “In riferimento – scrive il sindacalista – a quanto previsto dal Piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi (TA) per gli inquinanti PM10 e benzo(a)pirene, approvato con DGR n. 1944 del 2/10/2012, e dai connessi adempimenti previsti a carico di Ilva, la Fiom Cgil richiede un incontro urgente per poter discutere delle misure adottate e soprattutto trovare ulteriori soluzioni che impattino il meno possibile sulla città di Taranto”.

“Ilva infatti, in caso di giornata wind day, deve ridurre il numero delle operazioni di caricamento, sfornamento e spegnimento del coke di almeno il 10% rispetto ad una giornata tipo, garantendo inoltre la limitazione delle emissioni fuggitive di benzo(a)pirene anche attraverso attività giornaliere di manutenzione e regolazione della tenuta delle porte dei forni di cokefazione, aumentando di circa il doppio il numero delle ore lavorate. Inoltre è prevista la riduzione del 10% della quantità totale di minerali e fossili e una filmatura doppia dei cumuli di materie prime stoccate nei parchi primari. Tali misure, così come abbiamo potuto constatare ogni qual volta si sono verificati tali eventi, sono tuttavia risultate insufficienti, è necessario pertanto aprire immediatamente un tavolo di confronto con Arpa Puglia, Asl e Comune di Taranto per trovare ulteriori soluzioni tecniche atte ad evitare che a pagare siano ancora una volta i bambini del quartiere Tamburi ai quali, per effetto di un’ordinanza del Sindaco, viene impedito l’ingresso a scuola. La Fiom Cgil chiede inoltre di essere messa a conoscenza dei report di riscontro in caso di wind day”.

La trattativa a Roma – Di interventi di bonifica si parlerà anche questa sera alle 18, al ministero dello Sviluppo Economico nel corso dell’incontro tra sindacati e commissari straordinari dell’Ilva. Il confronto proseguirà domani con una doppia tornata. In mattinata rappresentanti dei lavoratori e di AmInvestCo esamineranno il piano industriale che, come è noto, prevede circa 4000 esuberi rispetto all’attuale forza lavoro del Gruppo Ilva. Nel pomeriggio, invece, l’attenzione si sposterà sul piano ambientale, argomento altrettanto caldo della trattativa.



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