Salute
Il viaggio della speranza stavolta è verso Taranto: intervento riuscito!
Non poteva più a bere e mangiare nulla dopo una esofagoscopia sostenuta quattro mesi fa nelle Marche, sua regione di residenza: deviava cibo e bevande in trachea e quindi nei polmoni! Il 54enne ha risolto a Taranto, dove gli specialisti del SS.Annunziata lo hanno operato con successo senza necessità di trachestomia.
Ecco il resoconto ufficiale sell’Asl ionica: Presso l’Unità Operativa di Chirurgia dell’Ospedale SS. Annunziata di Taranto, il dottor Teodorico Iarussi, con la sua équipe, ha operato un paziente di 55 anni affetto da fistola tracheo-esofagea post-traumatica. Il malato, a causa di tale comunicazione anomala, avvenuta in corso di esofagoscopia circa 4 mesi fa nelle Marche, sua regione di residenza, non poteva ingerire cibo, né solido né liquido, in quanto deviava in trachea e quindi nei polmoni. L’intervento chirurgico, in coordinamento con il gruppo di anestesisti, diretto dal dottor Michele Cacciapaglia e dal Dottor Franco Carrieri, è consistito nella resezione di 3 anelli tracheali, e nella susseguente sutura dell’orifizio esofageo e ricostruzione della trachea, senza la necessità di eseguire una tracheostomia. Il decorso post-operatorio è stato regolare grazie all’attenta assistenza infermieristica. Tutti i controlli endoscopici e radiografici eseguiti durante la degenza sono risultati normali. Il paziente ha ripreso la sua normale alimentazione. È stato dimesso ed è tornato nella sua regione a svolgere la sua attività imprenditoriale.
Questa è l’ulteriore prova che il reparto di Chirurgia, e tutto l’Ospedale SS. Annunziata, è divenuto, grazie alla professionalità di tutti gli operatori, un polo di attrazione non solo regionale ma anche extraregionale. Su quest’ultimo aspetto si concentra il Direttore Generale dell’ASL Taranto, Avv. Stefano Rossi, nel complimentarsi con l’équipe chirurgica diretta da Iarussi: «Il complesso intervento effettuato nei giorni scorsi presso la Chirurgia del SS.Annunziata è l’ennesima dimostrazione della grande competenza del personale medico che opera nelle strutture dell’Azienda, e delle tecniche avanzate che vengono qui impiegate, che non hanno niente da invidiare a quelle dei migliori centri chirurgici nazionali e internazionali. In una città che, come un po’ tutta la Puglia e tutto il Mezzogiorno, era solitamente luogo di partenza dell’emigrazione sanitaria verso il Centro-Nord e l’estero, è con grande orgoglio che possiamo annunciare non solo la netta riduzione dei “viaggi della speranza”, ma perfino un’inversione di tendenza: questo di cui parliamo oggi, infatti, non è l’unico caso di cittadino dell’Italia Centro-settentrionale che sceglie di farsi curare nelle nostre strutture; l’immigrazione ospedaliera a Taranto è un trend in crescita. In questa attrattività ha sicuramente un ruolo fondamentale anche l’attenzione posta alle esigenze degli utenti nel complesso: infatti, gli ospedali dell’ASL Taranto risultano ai primi posti tra gli ospedali della nostra regione come livello di umanizzazione conseguito, come risulta dai dati provenienti dalla rilevazione 2018 sull’umanizzazione delle strutture di ricovero, che presenteremo a breve».