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Il vertice al Mise: ArcelorMittal perde 2 milioni al giorno

Pubblicato | da Redazione

ArcelorMittal Italia perde due milioni di euro al giorno. Lo ha riferito l’amministratore delegato Morselli al ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli incontrato martedì scorso. L’ad dell’azienda siderurgica, inoltre, avrebbe manifestato al Governo le criticità relative alla soppressione dello scudo penale. Questo è quanto riferisce la Fim Cisl al termine della riunione avuta oggi pomeriggio al Mise dai sindacati metalmeccanici confederali con i ministri Patuanelli e Provenzano (Mezzogiorno).

I rappresentati del Governo “si sono impegnati – recita la nota stampa – a garantire la continuità produttiva del sito”. Il segretario generale della Fim Cisl nazionale Marco Bentivogli ha chiesto “il rispetto del piano industriale che prevedeva per il 2019 la produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio ma la produzione effettiva dovrebbe attestarsi a fine anno attorno ai 4,4 milioni. Abbiamo spiegato che il pasticcio combinato in Senato sul Salva Imprese è un ottimo alibi, per far andar via l’azienda senza vincoli o per consolidare una produzione sui livelli attuali e dimezzare l’occupazione. Appellarsi all’art.51 del codice penale abbiamo spiegato che dal 2012 (data sequestro) al 2015 (data di introduzione scudo penale) non ha impedito di indagare su figure come il Commissario Ferrante fino a impiegati di settimo livello”.

“Su questo versante  – continua Bentivogli – il ministro Patuanelli ci ha rassicurato che il Governo prenderà tutti i provvedimenti necessari a garantire la continuità produttiva. Abbiamo chiesto se le parole del Sottosegretario Turco rappresentassero la posizione del Governo. Parole, secondo il Ministro, smentite dalla posizione del Consiglio dei
Ministri . Infine abbiamo chiesto di incontrare congiuntamente anche l’Ad Morselli in modo da giocare a carte scoperte e verificare le reali intenzioni dell’azienda. L’accordo del 6 settembre 2018 va rispettato da azienda e sa Governo. E’ inaccettabile che sulla vicenda ex Ilva non vi sia mai un punto fermo su cui lavorare tutti insieme. Il punto fermo è l’accordo e il piano ambientale e ci mobiliteremo contro ogni deviazione da questo percorso”.