Piani Alti
Il turismo a Taranto? “Ripartiamo da Terra Ionica”
Il 2017 è stato positivo per la provincia di Taranto in termini di presenze turistiche. Ma ora è necessario programmare gli interventi per sviluppare il settore e farne una realtà economica consolidata. Questo il senso della proposta di Piero Bitetti, consigliere comunale e provinciale che riprendendo quanto affermato recentemente dall’assessore regionale al Turismo Loredana Capone ribadisce l’esigenza di “fare sistema”.
“Abbiamo tanto da offrire ai visitatori – dice Bitetti – ma questa per noi non è certamente una novità. Quel che invece non è stato sottolineato a sufficienza è che a Taranto, proprio sul versante della promozione turistica, non siamo all’anno zero. E se enormi sforzi vanno fatti per recuperare il tempo perduto, è pur vero che sarebbe un errore non prendere in esame ciò che di buono è stato già fatto. Mi riferisco, in particolare, all’attività di promozione culturale e turistica avviata diversi anni fa dalla Provincia di Taranto. Nello specifico, penso al progetto Terra Ionica”.
Bitetti rispolvera il progetto che fu del presidente della Provincia Gianni Florido negli anni tra il 2007 e il 2013. “L’idea – ricorda il consigliere comunale e provinciale – ebbe un discreto successo tanto che ad oggi, per indicare la provincia di Taranto geograficamente intesa si utilizza l’espressione Terra Ionica proprio come, per fare qualche esempio, per indicare l’area foggiana si parla di Gargano e per riferirsi all’area leccese si cita il Salento. Grazie al lavoro di quegli anni, sostenuto inizialmente con il contributo di proposte di un gruppo di studiosi e intellettuali coordinato dall’accademico dei Lincei Cosimo Damiano Fonseca, si è infatti prodotta una sedimentazione semantica che fa di Terra Ionica, dell’espressione Terra Ionica, una consolidata acquisizione del patrimonio culturale ionico. Con Terra Ionica si intendeva insomma contribuire alla formazione di un’identità collettiva e un senso di appartenenza nel quale riconoscersi, un’operazione che ben si coniugava con l’idea di valorizzare le Gravine, la Valle d’Itria, la cultura messapica, l’arte della ceramica, la storia di Taranto e il patrimonio paesaggistico, i beni storici ma anche l’eccellenza enogastronomica”.
Di qui la proposta: “Riconvochiamo gli Stati generali di Terra Ionica per fare sistema, con il coinvolgimento dei sindaci dei 29 comuni ionici, per costituire un gruppo di lavoro e riprendere in mano il lavoro di quegli anni e rilanciarlo. Non certamente, questo è ovvio, in contrapposizione a ciò che la Regione Puglia e gli altri enti, in primis il Comune di Taranto, vogliono svolgere in materia di promozione turistica ma, al contrario, per creare un luogo nel quale scambiare idee e informazioni in un’ottica di condivisione del lavoro da portare avanti”.
Bitetti chiede pubblicamente al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e al presidente della Provincia Martino Tamburrano di “prendere in esame questa mia proposta che mi incaricherò di formalizzare nelle prossime ore. Una proposta che sottopongo e sottoporrò alle forze politiche rappresentative della Terra Ionica con l’auspicio di ricevere suggerimenti e perché no nuovi stimoli alla riflessione collettiva. Del resto, se c’è un salto di qualità che siamo tutti chiamati a compiere è proprio quello di lavorare in sinergia nel nome di obiettivi comuni e condivisi. Il turismo può davvero essere la nuova “fabbrica” per Taranto e la sua provincia ma a patto, però, di sentirci tutti sinceramente coinvolti in un ambizioso progetto di rilancio culturale, sociale ed economico della nostra comunità”.