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Il rione Tamburi oscurato dalla polvere. La protesta dei Genitori tarantini

Pubblicato | da Redazione

Il vento oggi sferza Taranto. Sul rione Tamburi si è alzata una coltre di polvere scura proveniente dall’area industriale e dai vicini parchi minerali dell’Ilva. E’ accaduto stamattina, all’ora di punta, al termine delle lezioni scolastiche. “Proprio quando andiamo a prendere i figli da scuola”, racconta Sabrina Corisi una delle mamme-coraggio del rione, commentando un video postato su Facebook.

Scene di ordinaria quotidianità, purtroppo, contro le quali stamattina hanno manifestato i “Genitori tarantini” con un sit-in svoltosi sotto il palazzo della Prefettura di Taranto proprio sul tema dei “wind day”. Una serie di richieste sono state inoltrate al prefetto e al governo nazionale. “Durante le giornate di vento proveniente da Nord-Ovest – si legge nel documento di presentazione dell’iniziativa – la popolazione tarantina, in particolare i residenti a ridosso dell’area industriale, subisce un vero e proprio attacco alla salute. a causa della dispersione di PM10 e benzo(a)pirene di produzione industriale. Nelle suddette giornate, la ASL di Taranto, evocando i principi di “massima precauzione”, suggerisce alcune restrizioni atte a tutelare alcune ben individuate categorie di cittadini: bambini, anziani (età superiore ai 65 anni), soggetti colpiti da patologie croniche, immunodepressi, defedati. Tali restrizioni costituiscono già un’implicita ammissione del rischio cui sono sottoposti i cittadini”.

I Genitori tarantini evidenziano che “pur riconoscendo l’attenzione dell’Asl tarantina nei riguardi della salute pubblica, non possiamo evitare di rimarcare il fatto che alcune libertà individuali vengano in qualche modo ridotte pur di non imporre all’Ilva il rispetto della legge. A questo punto chiediamo al Prefetto di Taranto se il Governo ha ricevuto sufficienti informazioni su cosa siano i wind day tarantini, quali problematiche comportino e cosa il Governo abbia previsto a ristoro delle criticità indotte. Quali sanzioni il Governo intende applicare contro chi supera i valori massimi di inquinamento consentiti? Da troppo tempo Taranto attende invano che l’azienda inquinante ottemperi alle prescrizioni per ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale, con particolare riferimento alla copertura dei parchi minerali, primario problema durante i wind days (l’attuazione di questa prescrizione sembra sia stata spostata al 2023, ed è bene chiarire che i cittadini di Taranto sono assolutamente contrari a questo slittamento)”.

I Genitori tarantini chiedono “al Governo italiano di: costringere l’azienda, dopo ogni wind day, ad una bonifica e pulizia capillare dell’intero territorio, utilizzando le migliori tecnologie disponibili, fino a rimuovere ogni traccia di scarti di produzione; che anche le spese per la bonifica e la pulizia di balconi, lastrici solari e muri delle costruzioni civili vengano addebitate all’Ilva; se intende farsi carico della distribuzione alla popolazione di guanti in nitrile contro il rischio chimico; cosa intenda rispondere ai Dirigenti scolastici che si trovano, durante i wind days, a barcamenarsi tra le prescrizioni della ASL (in particolare quella che consiglia la ventilazione degli ambienti interni tra le ore 12 e le ore 18) e le norme che regolano l’igiene e la salute nelle scuole che impongono l’areazione 4 volte ogni ora;  se intenda oppure no abbassare i limiti attuali per portarli più vicini a quelli suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (per esempio, per quanto riguarda il PM10, il limite di legge in Italia è di 50 microgrammi/metro cubo, mentre per l’OMS il rischio per la salute scatta già a 20 mcg/m3). Infine, chiediamo al Governo italiano che i nostri morti tornino ad essere rispettati, imponendo all’azienda inquinante la bonifica totale del Cimitero monumentale, la sua completa pulizia e il ripristino delle condizioni originali di marmi ed arredi. I rischi per la popolazione tarantina sono gravi perchè il PM10 industriale è 2,2 volte più nocivo di quello emesso, per esempio, dalle automobili”.