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Il porto di Taranto punta a diventare “Innovation hub”

Pubblicato | da Michele Tursi

Per rendere un porto competitivo occorrono buone infrastrutture e traffici merci che generano sviluppo e occupazione. Ma oggi la sfida con una concorrenza sempre più combattiva si vince anche sul piano dell’innovazione tecnologica. Questa la strada che l’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio ha deciso di intraprendere stringendo un’intesa con PortXL.

La presentazione dell’iniziativa è avvenuta questa mattina a cura del presidente Sergio Prete, del segretario generale Fulvio Di Blasio e di Carolien Vat-Sandee direttrice della società che opera con i porti di Rotterdam, Singapore, Anversa. L’obiettivo è arrivare nel prossimo mese di settembre, alla creazione di un “Innovation Hub” che sarà allocato all’interno del centro polivalente attualmente in costruzione (dovrebbe essere ultimato ad agosto 2019, ndr).

Prete guarda ancora a Rotterdam come modello cui ispirarsi e immagina un “FuturePort che rilanci traffici e lavoro, ma soprattutto un porto innovativo, 5.0, connesso con il territorio e che diventi reale volano di sviluppo”. Un processo rivolto essenzialmente agli studenti e alle startup al quale, però, “potranno accedere anche realtà già operanti” e che rappresenterà un ulteriore elemento di attrazione con il varo della Zona economica speciale, di cui si è discusso ieri a Roma con il ministro per il Mezzogiorno.

“Vogliamo incrementare la competitività del porto di Taranto – ha detto il segretario generale Di Blasio – allargandone il perimetro d’azione prendendo le mosse dalla vocazione industriale per creare un luogo in cui innovazione e blue economy si incontrano. L’hub dovrà essere un unicum nel suo genere a livello europeo/mediterraneo e rappresentare un elemento concreto di eccellenza e attrazione per investitori alla ricerca di un luogo per investire, specialmente in ottica Zes”.

Carolien Vat-Sandee ha spiegato l’attività svolta da PortXL, cioè quella di selezionare e accompagnare le startup che operano in ambito portuale. “Oggi l’innovazione – ha detto – è un elemento fondamentale per migliorare la sostenibilità dei porti e dei territori”. Numerosi gli esempi di startup che sono già diventate solide realtà imprenditoriali: dal drone galleggiante che raccoglie la plastica nelle acque portuali, ad un sistema completamente automatizzato per il lavaggio delle navi, fino ad un cemento speciale a basso impatto ambientale. Tra le prime realtà imprenditoriali italiane che collaboreranno con PortXL c’è l’Eni che nei prossimi giorni sarà a Rotterdam per un confronto su un sistema per il contenimento delle emissioni odorigene, fenomeno purtroppo ben noto ai tarantini.